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«Abusivi? No, sorvegliamo il parcheggio»

«Abusivi? No, sorvegliamo il parcheggio»

Il racconto di Prince, “parcheggiatore” all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia: «Non molestiamo le persone e non danneggiamo le auto, anzi...»

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REGGIO EMILIA. «Noi parcheggiatori abusivi? In realtà sorvegliamo il parcheggio ed evitiamo che qualche malintenzionato rubi sulle auto». Parola di Prince, 30 anni, nigeriano, “fisso” nel parcheggio del Santa Maria due giorni alla settimana. E che, dopo l’ultimo blitz della polizia che venerdì mattina aveva espulso due mendicanti identificandone altri sei, racconta come si svolge la giornata di un “parcheggiatore abusivo”.

Video: l'intervista a Prince, parcheggiatore abusivo al Santa Maria

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Lei da quanto tempo frequenta il parcheggio dell’ospedale?

«Io rappresento un’eccezione rispetto agli altri ragazzi. Sono arrivato a Reggio tempo fa per motivi familiari, poi ho perso il lavoro, sono stato abbandonato e ora mi trovate qui, in questo parcheggio, grazie al suggerimento degli altri ragazzi. Loro invece sono per la maggior parte dei rifugiati che hanno chiesto asilo politico e sono in attesa di avere un documento di riconoscimento. Siamo tutti nigeriani, tranne due o tre ghanesi».

Perché si sceglie di diventare parcheggiatori abusivi?

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«Non è una scelta. Uno che viene qui, lo fa solo perché non ha un lavoro. Siamo qui in attesa di trovare un lavoro normale, almeno per me è così. Certo, quelli che non hanno documenti e requisiti per cercare un lavoro sono capaci di vivere così tutta la vita. Io no. Io vengo qui due mattine alla settimana perché per il resto del tempo cerco lavoro».

Ma in quanti siete e quanto guadagnate in media?

«Qualcuno viene al mattino, altri al pomeriggio, e non con la stessa frequenza. In tutto saremo una ventina. In una giornata io posso portare a casa 10-20 euro».

Ora però che ci sono le macchinette con le targhe nominali non potete più guadagnare con lo scambio di biglietti.

«Infatti quelle macchinette, secondo me, le hanno messe proprio per colpa nostra perché a Reggio le ho viste solo qui. Ora racimoliamo i soldi a forza di mance cambiando una gomma o aiutando qualcuno a parcheggiare: poca roba, qualche centesimo, raramente ho visto 2 euro, 5 mai».

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C’è chi vi accusa di molestare le persone.

«Non molestiamo nessuno. Capita che arrivino persone agitate, preoccupate per i loro familiari, qualche ragazzo che non sa l’italiano magari chiede qualche spicciolo, non si capiscono e allora litigano. Ma non sono molestie».

Dopo i blitz della polizia tutto torna come prima. Quindi non avete paura?

«I poliziotti quando vengono qui ci dicono che non vogliono arrestarci o romperci le palle, ci vogliono solo farci capire che siamo degli abusivi. Hanno ragione, ma parlano con persone che devono sopravvivere. C’è chi vive in un appartamento con altre cinque o sei persone, ma l’affitto lo deve pagare».

Video: dopo il blitz, i mendicanti tornano al "lavoro" nel parcheggio

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E a mangiare dove andate?

«Quasi tutti alla Caritas. Chi ha una situazione regolare riceve anche un sussidio. Chi regolare non lo è può avere comunque un pasto».

È vero che qualcuno di voi, se non riceve la mancia richiesta, reagisce danneggiando le auto?

«Mai visto qualcosa del genere. E se vedessimo qualcuno farlo, noi stessi prima lo cacciamo poi lo denunciamo. E poi se facessimo queste cose ci rovineremmo da soli. Invece tante volte veniamo in soccorso alle persone».

In che senso?

«Sa quanta gente arriva qui di fretta e si dimentica i finestrini abbassati magari con la borsa in auto? L’altro giorno una mamma è scesa dall’auto con il suo bambino e ha lasciato la chiave inserita. Noi in questi casi sorvegliamo le auto... metti che passi un albanese ed è fatta. Poi siamo attenti agli anziani e diamo sempre a loro la precedenza quando si tratta di trovare un parcheggio... e i giovani si arrabbiano».

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