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«Punto nascite, se ne parli in tutti i Consigli»

«Punto nascite, se ne parli in tutti i Consigli»

Castelnovo: Cristina Fantinati porta la discussione a difesa dell’ostetricia in Provincia e in altri Comuni

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CASTELNOVO MONTI. Anche la consigliera provinciale della lista “Terre reggiane”, Cristina Fantinati, scende in cam po a difesa del punto nascite di Castelnovo Monti.

«Come primo atto dopo la mia elezione in consiglio provinciale, ho presentato un ordine del giorno da discutere e votare a sostegno del Sant’Anna, documento condiviso con tante associazioni, operatori, cittadini, consiglieri comunali di Castelnovo Monti e del territorio montano – scrive in una nota – Verrà presentato nei prossimi giorni anche in tanti consigli comunali, da Reggio città ai comuni di tutte le aree della provincia, e vedrà impegnati i consiglieri comunali a fianco dei cittadini della nostra montagna: un grande abbraccio di tanti amministratori pubblici, un atto di solidarietà e di responsabilità, un atto per esprimere la propria contrarietà all’eventuale chiusura, a garanzia dell’assistenza sanitaria capillare sul territorio reggiano».

«Con questo atto chiediamo al presidente Giammaria Manghi e ai sindaci dei comuni reggiani di attivarsi immediatamente in Regione, affinché venga formalizzata la richiesta di deroga al Ministero della Salute, deroga che rappresenta l’unico riconoscimento che rende possibile e legale la sopravvivenza di tale Punto Nascita - afferma - I cittadini stanno aspettando da tempo che la Regione si attivi per la richiesta di deroga, così come hanno fatto altre Regioni che hanno ottenuto deroghe alla chiusura di Punti Nascita in aree geografiche molto simili a quella della montagna reggiana in cui opera l’ospedale Sant’Anna, anche senza il raggiungimento dei 500 parti all’anno. Ma la nostra Regione, ahimè, non ha ancora formalizzato nulla».

«L’ospedale Sant’Anna è nato grazie al grande impegno e dedizione di cittadini e istituzioni della montagna, che nel passato vollero realizzare un struttura sanitaria al servizio di una zona rurale con grandi difficoltà di spostamento e da allora i cittadini hanno sempre sostenuto, anche con donazioni, l’ttività del presidio sanitario mettendone in evidenza l’indiscussa importanza - sottolinea la consigliera - Ha sempre rappresentato e rappresenta per tutti i cittadini della montagna reggiana, e non solo, un fondamentale ed indispensabile presidio di tutela e diritto alla salute. Inoltre la configurazione del territorio, le distanze, la viabilità e le situazioni metereologiche avverse nella stagione invernale sono elementi di particolare rilievo in questo contesto, soprattutto di fronte al verificarsi di situazioni non programmabili e imprevedibili di emergenza-urgenza per la donna in gravidanza; la qualità, il livello, l’integrazione dell’ospedale Sant’Anna nella rete ospedaliera provinciale, nonché lo sviluppo di percorsi e modelli organizzativi avanzati di gestione integrata con l’azienda ospedaliera Santa Maria Nuova, sono frutto di una programmazione sanitaria appropriata e del perseguimento di un ideale di solidarietà tra aree forti e aree più deboli, all’interno di una politica della Regione Emilia Romagna basata sulle pari opportunità tra persone e pari opportunità tra territori». «Per il futuro del territorio dell’Appennino Reggiano – va avanti – è indispensabile il mantenimento di una struttura ospedaliera che garantisca qualità e sicurezza delle prestazioni, di un livello che non penalizzi chi mantiene qui la propria prospettiva di vita e che contribuisca con la sua presenza all’attrattività di un modello di vita in montagna».

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