«Bavaglio all’opposizione» Ecco l’esposto al prefetto
San Martino in Rio, i quattro consiglieri di minoranza chiedono un intervento «Commissioni non costituite e atti negati, i nostri diritti violati sistematicamente»
SAN MARTINO IN RIO. Commissioni consultive non ancora istituite. Il periodico l'Informatore gestito da un funzionario comunale. Le richieste di informazioni e dati subordinata a un’istanza di accesso agli atti e non direttamente e senza adempimenti procedurali. Copie di atti e documenti effettuate non in tre ma in trenta giorni. «Hanno messo il bavaglio all'opposizione, non permettendoci di lavorare»: è questa l’accusa dei consiglieri di minoranza Davide Caffagni, Maura Catellani, Fabio Lusetti e Luca Villa all’amministrazione guidata da Paolo Fuccio. Un’accusa diventata un esposto al prefetto «a tutela dei diritti e doveri istituzionali di democrazia e collaborazione».
Un attacco alla giunta in carica che diventa, per i firmatari dell’esposto, una lotta per la sopravvivenza dell’opposizione e della democrazia. «Il comportamento di sindaco e giunta del Comune – si legge nella lettera esposto – oltre ad operare in spregio alle disposizioni regolamentari e statutarie vigenti, comprimono il diritto delle opposizioni all'espletamento del mandato dalle stesse ricevuto e ledono ogni principio di collaborazione».
E via con le richieste al prefetto a partire dalla questione delle commissioni consultive previste dal regolamento comunale, ossia quelle informazione, urbanistica, ambiente, sport e cultura. L’articolo 34 comma 3 del regolamento stabilisce che vengano nominate entro 120 giorni dall’approvazione delle linee programmatiche. «Queste sono state approvate nel mese di settembre 2016 – denunciano i quattro consiglieri – ma i termini previsti sono decorsi inutilmente. Abbiamo invano invitato sindaco e giunta a costituire le commissioni ma, per voce di alcuni assessori e del capogruppo, ci è stato replicata ed argomentata la volontà di non attivare le commissioni semplicemente perché non funzionerebbero».
Una presa di posizione che, secondo l’opposizione, sarebbe provata da una «dichiarazione registrata a verbale di seduta consiliare».
«Un pregiudizio al rispetto e necessità della partecipazione collettiva all’amministrazione comunale» che si ripeterebbe ogni volta che l’opposizione chiede informazioni al segretario e agli uffici comunali. «Informazioni che, in base all’articolo 26 del regolamento degli organi collegiali i consiglieri comunali possono ottenere direttamente e senza alcun adempimento procedurale. Tuttavia – denuncia ancora l’opposizione – dall’inizio di questo mandato ad ogni semplice richiesta di informazione presentata dagli scriventi, è stato risposto di procedere con istanza di accesso agli atti, con ciò negando non solo il diritto alla informazioni, ma anche alle eque tempistiche indispensabili per un esercizio corretto ed agile dell'amministrazione, anche per i gruppi di opposizione».
A prova di questo, Caffagni, Catellani, Lusetti e Villa portano all’attenzione del prefetto una serie di esempi che dimostrerebbero che «le risposte sono giunte ai consiglieri di opposizione settimane dopo la discussione della interpellanza in consiglio».
Una situazione che, sempre secondo la minoranza consigliare, si ripete anche per quel che riguarda la richiesta di copie di atti e documenti. Sempre il regolamento degli organi collegiali, all’articolo 27, stabilisce che il rilascio avvenga entro tre giorni dalla richiesta salvo che per atti complessi. «La consuetudine, nostro malgrado sempre più endemica, è che vengono consegnati al limite dei 30 giorni e senza motivazione del protrarsi del termine», sostengono i quattro consiglieri che accusano «la Giunta di imporre agli uffici un procedere vituperante dei diritti dei consiglieri».
Da qui la decisione di Caffagni, Catellani, Lusetti e Villa di prendere carta e penna, formalizzare l’accusa e chiedere un intervento: «Per quanto esposto, disponibili ad ogni eventuale necessario chiarimento, si chiede l'intervento dell'illustrissimo prefetto al fine di valutare un eventuale richiamo ai doveri di buon amministratore dei membri della giunta del comune di San Martino in Rio, a tutela dei diritti e dei doveri istituzionali e di democrazia e collaborazione». (g.b.)
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