Buttati nei cassonetti i contratti Iren: visibili i dati personali
Reggio Emilia, il ritrovamento da parte di un cittadino in via Monzermone: «Su quei documenti c’erano persino le coordinate Iban»
REGGIO EMILIA. Cassonetti dell’immondizia stracolmi di contratti Iren, con tanto di nome, cognome, fotocopie di carte d’identità, cellulari e coordinate Iban dei contraenti. Questo singolare ritrovamento in via Monzermone, da sottolineare che poco distante sotto l’isolato San Rocco c’è uno sportello Iren, ha spinto un cittadino reggiano ad allertare le forze dell’ordine e a denunciare il fatto sul profilo Facebook della Gazzetta.
«Se fossi stato un malintenzionato, avrei potuto utilizzare quei dati personali per fini illegali» spiega Marcello Morini, 45 anni.
L’uomo ha raccontato che lunedì sera, alle 22.30, ha aiutato un amico, titolare di un bar dietro l’ex cinema Ambra, a chiudere il locale. Mentre lui riassettava, mi sono offerto di portare fuori i sacchi dell’immondizia. Arrivato ai cassonetti stradali, ne ho trovato uno debordante di documenti; era mezzo pieno di quella pila di carta – ha affermato Morini – Incuriosito, mi sono avvicinato e ho notato che si trattava di contratti di utenze di fornitura di energia elettrica e gas: ce n’erano parecchi, dovevano essere almeno un’ottantina».
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Il particolare che però ha colpito Morini è che i documenti erano perfettamente leggibili e riportavano, oltre ai dati personali, anche le fotocopie di carte d’identità e le coordinate bancarie. «I testi erano perfettamente integri e leggibili – prosegue Morini – non so chi possa essere stato, di sicuro non un privato ma qualche addetto che ha pensato di sbarazzarsene in questo modo, anziché stracciarli o distruggerli». «Il punto è - continua Morini - che se non fossi stato una persona perbene, avrei potuto approfittarne e utilizzare i dati personali e l’Iban per mettere in piedi una truffa ai danni degli ignari intestatari: su quei documenti c’erano perfino i numeri di cellulare». Per questo Morini ha allertato la polizia che, giunta sul posto, ha raccolto la sua testimonianza. «Gli agenti hanno detto che ci avrebbero pensato loro, io poi sono andato a casa – ha concluso il cittadino – Sono rimasto stupito. Penso che esista la privacy e che andrebbe rispettata con maggiore accortezza». (am.p.)
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