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EDUCAZIONE FINANZIARIA

Irregolarità e truffe, in banca vietato abbassare la guardia

REGGIO EMILIA. Un tempo le truffe avevano come bersaglio preferito gli anziani che amavano custodire i risparmi sotto il materasso. Metteteli in banca, suggerivano tutti, là sono sicuri. Ora, a...

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REGGIO EMILIA. Un tempo le truffe avevano come bersaglio preferito gli anziani che amavano custodire i risparmi sotto il materasso. Metteteli in banca, suggerivano tutti, là sono sicuri.

Ora, a quanto pare, anche quel riparo non basta. Perché, come ha spiegato il giornalista Stefano Elli, relatore al quarto incontro del ciclo di educazione finanziaria promosso da Azionariato Diffuso e appoggiato da Provincia, Fondazione Manodori e Università, anche negli istituti di credito si può incappare in dolorose esperienze. “Irregolarità e truffe, come scoprirle ed evitarle” era il titolo della seduta svolta nella sede accademica di viale Allegri ed Elli, che si occupa di cronaca giudiziaria - prima ad Italia Oggi poi Milano Finanza ora a Plus24 Ore - ha menzionato alcuni dei raggiri rilevati in questi anni a danno di innocenti risparmiatori. La platea ha seguito con grande attenzione i richiami ai casi Parlamat, Zonin e via dicendo con risparmiatori gabbati da intermediari, incontrati talvolta proprio in banca o alle Poste, che hanno indirizzato verso titoli, fondi, assicurazioni, valute straniere poco sicure.

“Non fidarsi troppo”, la prima raccomandazione, ma anche “informarsi prima di accettare e soprattutto di sottoscrivere gli impegni”. Men che meno puntare su tecniche di evasione fiscale e collegamenti con Paesi che, in caso di controversie, hanno regole di tutela pressoché nulle. I rischi sono dietro l'angolo e la vigilanza delle autorità bancarie non è sufficiente. Ma come, non dobbiamo fidarci di chi opera nella banca di cui ci serviamo da sempre?

In effetti il funzionario, l'addetto allo sportello di un piccolo centro sembra offrire maggiori garanzie, ma c'è da considerare che, talvolta, l'impiegato è “costretto” a suggerire titoli imposti dalla banca da cui dipende e addirittura il suo reddito è rapportato agli investimenti che raccoglie senza considerare i rischi dell'investitore ma i benefici della banca. Dunque leggere i moduli, informarsi: le truffe sono quotidiane. Non basta la legge numero 1 del 1991, né la 58 del 1998. La delinquenza finanziaria è una insidia costante. Meglio verificare attraverso gli Albi degli intermediatori; studiare i comportamenti di chi ci invita ad assumere nuovi indirizzi al risparmio; non investire in ciò che non si capisce; verificare i costi delle operazioni. Anche in banca dunque non si può stare tranquilli.

Lunedì prossimo, in aula magna sempre alle 17.30, l'ultimo incontro. Con Giorgio Salsi di Fede Risparmiatori che metterà a confronto il neo direttore del Credem Nazareno Gregori e il pro rettore reggiano dell'ateneo Riccardo Ferretti. (l.v.)

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