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Vezzano perde i negozi e la propria identità

di Domenico Amidati
Vezzano perde i negozi e la propria identità

Da gennaio sono stati chiusi tre esercizi commerciali, altri due entro fine anno Aumentano le insegne spente e le strade sono sempre meno frequentate

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VEZZANO. Affittasi, vendesi, cedesi attività. A Vezzano scompaiono negozi e botteghe. Parliamo del capoluogo, dove la crisi si fa sentire e dall’inizio di gennaio sono già tre i negozi che chiudono: un forno (dopo due anni e mezzo di esercizio e un terzo premio appena vinto al Sigep di Rimini, la fiera internazionale della pasticceria), una pizzeria e una ferramenta vicino al centro commerciale. Lo scorso anno era stata chiusa la filiale di una banca. Altri due negozi chiuderanno alla fine del 2017.

In prevalenza le cause riguardano le basse vendite, le tasse alte, gli «affitti che strozzano», gli «asfissianti adempimenti» e, non ultima, la concorrenza dei centri commerciali. Qualcuno resiste nella speranza di una ripresa, ma nel frattempo sta dando fondo ai suoi risparmi. Sono anni, ormai, che questo fenomeno colpisce il paese (e non solo), e questo effetto rischia di farlo morire.

A Vezzano in questi giorni ci si chiede chi aprirà al posto delle attività che hanno chiuso i battenti, e c’è chi rileva la necessità di un negozio di generi alimentari, che ora non c'è.

Ci sono persone che non hanno mezzi per andare al centro commerciale alla porte del paese, e l’apertura di un negozio di alimentari in centro potrebbe rappresentare la soluzione. Non è solo una questione che riguarda i commercianti, perché i negozi fanno parte dell’identità del paese, e anche del suo aspetto. Di sera, senza le insegne illuminate e le luci dei negozi, la vita non c'è più; c'è il buio, e la gente non esce. E poi i negozi aperti sono un presidio che  significa anche sicurezza, cura e pulizia delle aree. E,  soprattutto, i negozi sono un fondamentale luogo di incontro per parlare, scambiare anche notizie sulla vita del paese e dei suoi abitanti. Sono un conforto, una compagnia per chi vive in solitudine. I centri commerciali non sono deputati a questi rapporti sociali, e poi le persone anziane e quelle sole non ci vanno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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