E il vicesindaco Sassi strizza l’occhio a Massimo D’Alema
Uscito da Sel e senza un partito, benedice il listone di sinistra «Non mi candido, ma penso che serva un progetto nuovo»
REGGIO EMILIA. «Posto che mi sono interrogato a lungo e ho parlato anche con dirigenti del Pd di un mio ingresso nel loro partito, non ho mai trovato le ragioni per muovere questo passo. Il motivo? La constatazione che il Pd ha subito una mutazione profonda nell’epoca del renzismo che non lo pone più a sinistra, nè in sintonia con le culture critiche del Paese, dai movimenti ambientalisti a quello sindacale. Oggi più che mai c’è però bisogno di una sinistra responsabile, che non si vergogni della propria storia e delle proprie idee».
Esce allo scoperto. E dopo essere rimasto per mesi senza partito, strizza l’occhio al Consenso di Massimo D’Alema. È qui che il vicesindaco, Matteo Sassi, sta trovando sistemazione dopo lo scioglimento traumatico di Sel e la decisione di non aderire a Sinistra Italiana.
I contatti sono partiti durante la campagna elettorale per il No al referendum. E sono proseguiti anche in seguito. «Nessuna prospettiva di una mia candidatura», assicura Sassi, che tuttavia ha dato la sua disponibilità per creare anche a Reggio quel «nuovo soggetto politico della sinistra, composto da persone che oggi si collocano all’interno come all’esterno del Pd, che competa alle prossime elezioni».
Un soggetto politico lanciato nei giorni scorsi proprio da Massimo D’Alema, che secondo le prime stime vale circa il 10% alle prossime elezioni. «Il fatto che io non sia iscritto a nessun partito non è casualità – spiega Sassi – e non coinvolge soltanto me. Se oggi si discute nel Paese nella nascita di un nuovo soggetto della sinistra o di un listone della sinistra, è perché c’è una mancanza: alle ultime regionale, il 60% degli elettori rimase a casa. Al referendum, nella nostra provincia, il No ha vinto in un terzo dei Comuni. È evidente che una parte significativa degli elettori ha votato No pur in assenza di un soggetto politico che desse voce e respiro a quelle istanze».
Il movimento di D’Alema avrebbe raccolto ieri anche l’apprezzamento di un altro ex Sel, l’ex governatore della Puglia, Nichi Vendola. «Affinché l’attuale fase politica non sia dominata da autoreferenziali precipitazioni elettoralistiche – aggiunge Sassi – la sinistra deve aver ben chiaro il proprio compito: rivendicare conquiste sociali, difendere le libertà individuali e contrastare il nazional populismo. Un atteggiamento massimalista in un ordine liberal-democratico che crolla sarebbe imperdonabile per la coscienza di ogni progressista. È difficile fare questo nel Pd, in assenza di una vera discussione congressuale e in presenza di un clima che espelle culture critiche senza riuscire ad attrarne».
Per il vicesindaco, «la mutazione del Pd quale soggetto espressione di larga parte dell’establishment è irreversibile. Ciò non significa che la sinistra debba disinteressarsi del rapporto col Pd o, peggio ancora, considerarlo un avversario. La sinistra deve giungere ad un’alleanza solida col Pd, sulla base di programmi, idee e valori forti. Deve esserci competizione e collaborazione. La libera espressione di idee non può essere una minaccia ma il miglior antidoto alle semplificazioni e all’autoritarismo dei nazional-populismi». (e.spa.)
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