Iren, accordo in bilico «Non sta rispettando i nuovi orari stabiliti»
L’azienda non terrebbe conto dell’accordo di 10 giorni fa Villirillo (Filctem-Cgil): «Non ci fidiamo di questi dirigenti»
REGGIO EMILIA. Sembra sempre più precario il difficile equilibrio che Iren sta cercando di raggiungere sul fronte sindacale dopo la disdetta dei 200 contratti aziendali vigenti nelle partecipate in giro per l’Italia. La tregua raggiunta pochi giorni è nuovamente messa in discussione da un nuovo affondo portato dalla Filctem-Cgil di Reggio Emilia, che difende i diritti acquisiti dai 600 lavoratori reggiani di Iren e punta il dito contro il mancato rispetto degli accordi sui nuovi orari di lavoro.
La sigla sindacale pone al centro della contesa un ordine di servizio preciso, il numero 3 del 2017. L’azienda non terrebbe conto - in alcuni punti riguardanti le pause, i riposi per lavoro continuo, la flessibilità, la gestione degli straordinari - quanto stabilito con i sindacati «e con forzatura interpretativa dispone orari di lavoro non condivisi, generando caos organizzativi».
La tregua era partita 19 gennaio, a Roma, quando i sindacati nazionali avevano sottoscritto un accordo sulla modifica dell’orario di lavoro nel gruppo Iren, dopo la disdetta da parte dell’azienda di tutti gli accordi aziendali vigenti. «Tale accordo è stato siglato attraverso una mediazione che ha portato le lavoratrici e i lavoratori ad assumersi con grande responsabilità un impegno a modificare la propria vita lavorativa - mette in chiaro ora Gregorio Villirillo della Filctem-Cgil di Reggio - Siamo stati presenti al tavolo della trattativa, come sempre, per far coincidere le esigenze delle lavoratrici e lavoratori con quelle dell’azienda. Siamo stati responsabili, nonostante viva ancora la forzatura che la direzione aziendale ha manifestato con la disdetta degli accordi vigenti del 30 dicembre 2016. Tutto questo non è servito a niente? Possibile che per questi dirigenti anche gli accordi sottoscritti non hanno valore? Di questa dirigenza, ci si può ancora fidare?».
La questione sembra essere alquanto spinosa e segue di pochi giorni lo sciopero degli operai reggiani di Iren «per i turni massacranti». Si trattava di una quarantina di lavoratori del sito di via Hiroshima che hanno incrociato le braccia per tutto il giorno. Si tratta di una frazione della corposa forza lavoro attiva a Reggio, e che riguarda la categoria delle tute blu, metalmeccanici addetti al sistema del teleriscaldamento, anche loro critici rispetto alla modulazione degli orari che grava sui turni.
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