Punto nascite, “scontro” tra Boni e Nicolini
Castelnovo: per il pediatra basta unificare il servizio con Reggio. Il manager: «Serve più sicurezza»
CASTELNOVO MONTI. Prosegue il dibattito sul futuro dell’ospedale Sant’Anna. Negli ultimi giorni i protagonisti non sono più solo il Comitato Salviamo le Cicogne e gli amministratori locali, ma i professionisti del settore, in particolare i medici. Ad aprire il dibattito è stato l’intervento sulla Gazzetta del manager dell’Ausl Fausto Nicolini, spiegando perché si schiera a favore della chiusura del punto nascite di Castelnovo. Sul sito castelnovese Redacon gli ha replicato Carlo Boni, pediatra di libera scelta a Carpineti e Casina.
«Vorrei porre alcune domande nel merito a Nicolini – scrive il medico con esperienze tanto in punti nascita periferici quanto in neonatologia a Reggio Emilia – In che modo pensa che i punti nascita di Scandiano e Montecchio siano più sicuri di Castelnovo? Quanto tempo occorre da Scandiano o da Montecchio per giungere in neonatologia a Reggio? E quanto da Villa Minozzo o da Vetto? Non parliamo della Val d’Asta o di Civago o Cerreto Alpi. La sicurezza legata ai professionisti che operano in una piccola struttura con poca casistica? Vent’anni fa si cominciò a parlare della necessità di unificare le equipe del Santa Maria e del Sant’Anna e oggi questo è accettato da tutti. Dunque occorre solo la volontà di far sì che i professionisti lavorino nei due reparti, come in due divisioni della stessa azienda. Peraltro la prossima unificazione delle aziende Ausl e Asmn rende il tutto ancora più semplice».
Sullo stesso sito è arrivata a breve giro la risposta di Nicolini: «Conosco Boni da anni e lo stimo come collega. Vorrei però capire come spiega la posizione espressa in questi sei anni dalla Società italiana di neonatologia e Società italiana di pediatria, confermate a più riprese dai presidenti e ribadita dal presidente della azione lombarda contraria alle deroghe. In base ai criteri di accreditamento della Regione per mantenere Castelnovo Monti qualche anno fa era sufficiente una pronta disponibilità pediatrica mentre ora i requisiti della Commissione nascita nazionale richiedono una guardia pediatrica o neonatologica H24. Boni ha osservato rispetto a 20 anni fa il cambiamento nella assistenza neonatologica in termini di competenze e skills, e l’incremento del contenzioso medico legale nell’area materno-infantile?». Conclude Nicolini: «Certo si possono ruotare i professionisti con il Santa Maria Nuova. Siamo stati noi i primi a farlo. Quando nel 2001 “ereditai” i punti nascita, l’ospedale di Castelnovo non aveva né la guardia ginecologica né anestesiologica. Il problema però resta trovarli. Quando si chiuse la ostetricia di Correggio e io lavoravo in quel punto nascita presi una posizione chiara e impopolare, visto che era il mio paese: avallai la scelta se non fossero stati garantiti maggiori margini di sicurezza. Sono passati 20 anni: non ho cambiato idea».
Nel dibattito è infine a intervenuto anche il sindaco di Castelnovo Monti. «Vorrei chiedere a Nicolini di venire a spiegare agli amministratori e ai cittadini la questione sicurezza del Punto nascita, il perché non si può concedere la deroga e anche perché non si vuole nemmeno chiederla. Cosa pensa di fare del reparto di pediatria e ginecologia? Che funzione avranno? Chi saranno i medici che opereranno dentro quel reparto? Stessa cosa per gli altri reparti quali chirurgia, ortopedia, cardiologia, pronto soccorso e ambulatori vari quali otorino, urologo». «Ormai è giunto il tempo di togliere gli amministratori e i cittadini da questa imbarazzante situazione – scrive Enrico Bini – Vorremmo sapere il perché ci sono state nelle ultime settimane mamme che vengono inviate a Reggio e in altri ospedali per partorire, la sostituzione dell’otorino, o il dirottamento a Reggio per la mammografia delle residenti del comune di Casina. Abbiamo bisogno di risposte e di essere tranquillizzati».
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