«En.Cor, che paghino i responsabili»
L’opposizione dopo il via libera della Corte al bilancio: «Bene, ma il debito resta e la vendita degli immobili non ci convince»
CORREGGIO. Se la Corte dei conti dice sì, l’opposizione conferma il suo no. Perché il via libera al bilancio del Comune di Correggio «è solo una boccata di ossigeno» e non cambia la sostanza: c’è il debito causato dal fallimento En.Cor e questi soldi vanno pagati. Se il sindaco Ilenia Malavasi si dice felice perché «la Corte ha valutato positivamente il nostro operato», Riccardo Rovesti, Andrea Nanetti e Enrico Ferrari temono che questo non eviti un «salasso» per i cittadini e chiedono, con toni più o meno fermi, che ci si «rivalga» sui responsabili.
«Siamo contenti perché il Comune riuscirà a spendere meno – esordisce Rovesti –. Una riduzione del 30% è importante per tutti ma le banche con cui si è raggiunto l’accordo sono creditori minori. Come pagheremo il resto?». Una domanda con una risposta che fa paura: «Spero che non si mettano le mani nelle tasche dei cittadini ma è alto il rischio di più tasse e meno servizi». Sacrifici, dunque, da affrontare parlandone con i cittadini: «C’è un problema di metodo – spiega il rappresentante della Lega Nord –. Non è mai stata fatta un’assemblea pubblica per chiarire con i cittadini la questione dell’ex municipalizzata. Servono poi azioni concrete contro i responsabili. Occorre rivalersi contro chi ha creato il buco».
«Hanno un nome e cognome ma parlare di responsabilità dei singoli è fuorviante – sostiene Nanetti –. C’è una responsabilità politica che fa capo al Pd. I democratici dovrebbero valutare la vendita di qualche loro proprietà piuttosto che far ricadere questo disastro sui cittadini. Hanno appartamenti e, perché no, il salone delle feste. Sarebbe una dimostrazione di buona volontà nei confronti dei cittadini». Una chiamata in causa dovuta, secondo l’ex consigliere di Forza Italia, alle difficoltà di ripianare il buco con l’attuale strategia: «Vendere gli immobili è un depauperamento del patrimonio di tutti. In più è reso complesso dall’attuale mercato immobiliare. A questo si aggiungono le scelte già fatte. La cessione del centro islamico è stata di fatto una svendita: se si fa la variazione d’uso e lo si vincola a luogo di culto, resta un solo compratore».
La vendita degli immobili non convince neanche Ferrari: «Anche così il peso sulla parte corrente del bilancio resta: alla vendita degli immobili corrisponde un mancato introito di affitti. La decisione della Corte è positiva rispetto al commissariamento e al predissesto, ma non c’è da essere felici». Il problema è il debito che va pagato: «Abbiamo raggiunto l’accordo con Banco Popolare e Banca San Felice – spiega il consigliere di Correggio al Centro – ma resta il debito con la Bnl: 15 milioni di euro. Servono altre risorse perché il buco totale è di 29 milioni e certo non lo possono ripagare le persone fisiche: hanno delle responsabilità, ma non hanno certo un patrimonio tale da risanare i conti del Comune».
E i risparmi sui costi? La spending review in questi casi è un classico ma nessuno ne parla. «Non è percorribile - dichiara Nanetti – Cosa vogliamo tagliare? Facciamo fare ai dipendenti comunali fotocopie fronte e retro?»
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