L’inquinamento è tornato ai livelli del secolo scorso
REGGIO EMILIA. Le concentrazioni allarmanti di polveri sottili rilevate dall'inizio dell'anno rischiano di fare regredire il 2017 alla situazione di quindici anni fa, quando l'atmosfera era più...
REGGIO EMILIA. Le concentrazioni allarmanti di polveri sottili rilevate dall'inizio dell'anno rischiano di fare regredire il 2017 alla situazione di quindici anni fa, quando l'atmosfera era più inquinata. Dall'inizio del secolo, infatti, si era registrata ovunque fino al 2016 una diminuzione progressiva delle pm10, cioè delle particelle di diametro inferiore a 10 micrometri (milionesimi di metro). Basti dire che a Reggio il limite di 50 microgrammi al metro cubo l'anno scorso è stato superato per 42 giorni, un numero ancora alto ma inferiore a quello del 2015, quando si erano contati 67 sforamenti rispetto ai 35 tollerati dalla normativa europea. La stesso miglioramento relativo viene certificato dall'università di Modena e Reggio per quanto riguarda le polveri fini o pm 2,5, di diametro inferiore a 2,5 micrometri, sulla base di un pionieristico studio sinottico, il primo nel suo genere, condotto da due ricercatori del dipartimento di ingegneria “Enzo Ferrari”, Alessandro Bigi e Grazia Ghermandi. La ricerca, estesa all'intera pianura Padana da Torino a Padova e Rimini, ha riguardato i dati raccolti fra il 2006 e il 2015 da 44 stazioni delle Arpa di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, collocate perlopiù in zone residenziali e parchi cittadini, a parte alcune situate presso incroci trafficati o in zone agricole. E' stato dimostrato che le concentrazioni delle pm 2,5 sono calate ovunque, con punte fino all'8% annuo, grazie soprattutto alla diminuzione rilevata nei mesi invernali. La loro origine è prevalentemente antropica, cioè legata alle attività dell'uomo. Infatti le polveri si concentrano soprattutto nei giorni lavorativi e nelle zone urbane trafficate rispetto a quelle rurali. Peraltro nelle città la riduzione dell'inquinamento è stata maggiore. I risultati hanno suscitato l'interesse della prestigiosa rivista internazionale “Atmospheric Chemistry and Physics” dell'European Geosciences Union, che ne ha pubblicato un dettagliato resoconto. (l.s.)
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