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La scissione? Può costare 8,5 milioni

di Evaristo Sparvieri
La scissione? Può costare 8,5 milioni

Battaglia in vista sulla cassaforte degli ex Ds, custodito dalla fondazione Reggio Emilia Tricolore. Il presidente: «Il tema c’è»

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REGGIO EMILIA. Quanto può costare la scissione del Pd? Almeno 8,5 milioni di euro. È questo infatti il valore del patrimonio confluito nella Fondazione Reggio Emilia Tricolore, nata nel 2007 per ereditare i beni immobiliari di Pci, Ds e Pds. E che, alle prese con il calo dei tesseramenti e con tentativi andati a vuoto di vendere alcune sedi in cui sono ospitati circoli Pd, detiene un tesoretto di circa cinquanta immobili sparsi per tutta la provincia.

Una cassaforte sulla quale – nel caso in cui andrà in porto la scissione minacciata a livello nazionale dagli ex Ds, Massimo D’Alema e Pieluigi Bersani – potrebbe aprirsi una vera battaglia. Il caso è stato sollevato anche a Bologna, dove il “tesoretto” degli ex Ds è affidato alla Fondazione2000, guidata dal dalemiano, Mauro Roda, che dalle pagine di Repubblica ha già lasciato intendere che farà solo e unicamente l’interesse della fondazione che presiede: «Noi le sedi le diamo a chi ce le chiede».

E a Reggio Emilia? «Il tema c’è», ammette il presidente di Reggio Emilia Tricolore, Dumas Iori, per il quale tuttavia la scissione è ancora una ipotesi remota. «Al momento, mi sembrano tutte schermaglie per contare di più in campagna elettorale – aggiunge Iori – Il nostro patrimonio viene da quella storia e potrebbe esserci una battaglia, ma adesso non ci poniamo dei problemi, né ci fasciamo la testa. Con il Pd di Reggio Emilia, e con il tesoriere Maino Marchi, abbiamo un buon rapporto e pensiamo di mantenerlo. Vedremo cosa succederà». Sull’argomento, sono comunque previsti incontri: «Ci confronteremo prima a livello regionale e poi a livello nazionale, insieme alle altre circa sessanta fondazioni. A Bologna la convocazione avverrà abbastanza presto, ma ogni fondazione deciderà autonomamente cosa fare».

Sull’ipotesi di scissione, ieri intanto è intervenuto anche il segretario regionale Pd, Paolo Calvano, lanciando un appello a trovare elementi di unione: «Dieci anni fa abbiamo realizzato un sogno, abbiamo fatto il Pd - afferma Calvano – Non possiamo tornare indietro, non possiamo gettare alle ortiche un progetto realizzato grazie alla lungimiranza di molti e alla passione di tanti altri. Fate di tutto per cercare le tante ragioni che ci uniscono. Siamo il più grande partito della sinistra europea, non guardiamo a quello che ci divide ma a quello che ci unisce, In Emilia Romagna lo abbiamo fatto, si può fare».

Secondo il segretario regionale Pd, «abbiamo ottenuto i migliori risultati anche a livello nazionale quando abbiamo messo insieme una leadership forte e capace di allargare il consenso del centrosinistra e al contempo di tirare tutti dalla stessa parte, perché così fa una squadra che vuole vincere e non vuole solo partecipare – conclude Calvano – Dobbiamo ricreare quelle condizioni, essere una speranza nuova per il Paese ed esserlo tutti insieme. Le elezioni locali ci hanno dimostrato questo: divisi si perde, si può vincere solo se uniti e consapevoli che non possiamo bastare a noi stessi».

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