Gazzetta di Reggio

Reggio

«Le mascherine non servono a proteggerci»

di Luciano Salsi
«Le mascherine non servono a proteggerci»

I consigli della dottoressa Bedeschi: «Areare le stanze al mattino ed evitare l’attività fisica all’aperto»

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REGGIO EMILIA. La nostra città detiene il poco invidiabile primato regionale dell'inquinamento da polveri sottili monitorato dall'Arpa, l'agenzia per la protezione ambientale. Dall'inizio dell'anno la centralina di viale Timavo ha contato ventidue giorni nei quali la concentrazione di pm10 ha superato il limite di 50 microgrammi al metro cubo, contro le 21 giornate di Modena e le 20 di Piacenza. Invece la periferica stazione dell'ex-San Lazzaro ha misurato 17 sforamenti, come quella di Castellarano, e 16 sono stati rilevati a San Rocco di Guastalla. Soltanto sull'Appennino si è respirata un'aria balsamica. A Febbio la soglia non è mai stata oltrepassata. Per determinare le limitazioni straordinarie del traffico nelle principali città la Regione tiene conto dei valori più alti registrati giorno per giorno nelle rispettive province. Basterebbero sette sforamenti successivi per fare scattare una domenica ecologica, come quella potenziata che è prevista fra due giorni. In realtà nella nostra provincia se ne sono contati ben tredici consecutivi, dal 20 gennaio al primo febbraio. L'inquinamento, anzi, è aumentato con una progressione impressionante, dai 61 microgrammi iniziali ai 201 di mercoledì scorso. La situazione è preoccupante sotto il profilo sanitario. «Le polveri fini e sottili in tale concentrazione - spiega Emanuela Bedeschi, direttrice del servizio di Igiene pubblica dell'Ausl - possono esercitare un'azione irritativa sulle vie respiratorie ed aggravare, dopo una lunga esposizione, la condizione di chi è affetto da malattie croniche come l'asma e le patologie dei bronchi e dei polmoni. Ne può conseguire anche un aumento del consumo di farmaci. Inoltre sono segnalati danni all'apparato cardio-circolatorio. Le pm10 colpiscono le prime vie aeree, fino ai bronchi. Le pm 2,5, più fini, penetrano a fondo come un gas, fino agli alveoli polmonari». Mentre le amministrazioni pubbliche cercano di contenere l'inquinamento con le limitazioni del traffico, i singoli cittadini possono difendersi con qualche semplice precauzione. «Le mascherine - suggerisce la dottoressa Bedeschi - non servono per trattenere particelle così sottili. E' utile, invece, areare le stanze nel primo mattino, quando l'atmosfera è meno contaminata. Si deve evitare, inoltre, di fare attività fisica all'aperto».

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