Scende dal treno a Reggio Emilia e viene picchiata e rapinata
Agguato in via Eritrea, in zona stazione, poco dopo le 19: una pendolare gettata a terra e trascinata sul marciapiede da un malvivente, che poi fugge a piedi con la borsetta della donna
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REGGIO EMILIA. Non si ferma l’escalation di scippi e rapine che negli ultimi dieci giorni ha letteralmente attanagliato l’intera città di Reggio Emilia e, in particolare, i quartieri del Mirabello e della stazione. L’allarme sicurezza si arricchisce di un nuovo episodio che si è verificato nella serata di ieri, poco dopo le 19 e che ha visto come sfortunata protagonista una pendolare, rapinata della borsa dopo il suo arrivo in stazione rientrando dal lavoro.
L’episodio è avvenuto in via Eritrea: la signora si stava dirigendo a piedi alla propria auto, dopo essere arrivata a Reggio in treno, quando si è sentita strappare di dosso la borsa.
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La donna in un primo momento ha avuto la forza di volontà per provare a opporre resistenza, tentando invano di sventare l’agguato, ma il malvivente non ha desistito e ha continuato a tirare con forza per accaparrarsi la borsa, facendo prima cadere a terra la donna, per poi trascinarla lungo il marciapiede fino al momento in cui la vittima non è stata costretta a lasciare la presa e vedere il bandito allontanarsi di corsa.
Sul luogo della rapina sono subito intervenuti i carabinieri e la polizia che hanno avviato le ricerche per provare a rintracciare il malvivente, mentre la donna è stata soccorsa dai volontari della Croce Rossa e dal personale dell’automedica, che hanno medicato la signora: nella collutazione ha rimediato una forte contusione al volto ed escoriazioni agli arti.
I militari intervenuti sul posto hanno subito provato a rintracciare il malvivente, tra le strade laterali di via Eritrea e il vicino piazzale Marconi.
Prima di salire sull’ambulanza per essere portata al pronto soccorso ed essere sottoposta ai controlli di rito, la rapinata ha voluto esprimere tutto il suo disagio sul problema della sicurezza, sempre più al centro delle cronache cittadine: «In questa zona della città non ci si sente più al sicuro – ha esordito la donna – la mia non è un’accusa nei confronti degli stranieri, però non è possibile che una persona rientrando dal lavoro debba sentirsi intimorita nel camminare per strada da sola perché non sa mai quello che le può accadere. È un’esperienza che non auguro a nessuno, perché si rimane veramente traumatizzati dopo un episodio simile».
Un ulteriore motivo di rabbia è stato lo scoprire che le telecamere che sono installate in via Eritrea erano spente: «L’amministrazione sostiene che l’installazione delle telecamere deve servire ad aumentare la sicurezza dei cittadini e poi, in realtà, queste sono spente e di conseguenza completamente inutili».
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