Start-up reggiane pronte per investimenti
Si chiamano Mypecunia e PlayWood: la prima aiuta a gestire il proprio denaro, la seconda ad arredare spazi in evoluzione
REGGIO EMILIA. Passare da intuizione e diventare un'impresa innovativa è il destino delle nove start-up che ieri al Tecnopolo di Reggio si sono presentate ai potenziali investitori per raccogliere fondi e risorse e svilupparsi ulteriormente. Convincendo in sei minuti i potenziali investitori a credere nella bontà progetto e nella possibiltà di farne un business. La seconda edizione di Upidea! Startup, il progetto promosso dal gruppo giovani imprenditori di Reggio in collaborazione con quello dell'Emilia-Romagna, ha lo scopo di favorire lo sviluppo di nuova imprenditoria e quest'anno ha selezionato nove start-up sugli 83 progetti presentati dopo una prima elezione che aveva porta a individuarne 17. Le nove start-up selezionate che sono state giudicate meritevoli di essere presentate agli investitori dopo un percorso di formazione durato sei mesi e curato dalla Luiss, sono state tenute a battesimo da Enrico Giuliani presidente dei giovani imprenditori reggiani e dal presidente regionale Claudio Bighinati.
Tra le nove imprese selezionate due sono reggiane (Mypecunia e PlayWood), due lombarde e le restanti tutte emiliano romagnole. Le due star-up reggiane sono tra loro diverse ma in entrambi i casi affondano le loro radici nella crisi economica. MYpecunia (creata da Mattia Biancolini e Sirio Zuelli) «è una piattaforma - ha spiegato Biancolini agli investitori - che aiuta le persone a imparare risparmiare e a investire correttamente i propri soldi, attraverso corsi di formazione e l’individuazione di alcuni consulenti finanziari indipendenti che possono garantire una miglior qualità della gestione dei soldi essendo scollegati da qualsiasi rapporto con le banche». La piattaforma www.mypecunia.com nel giro di pochi mesi ha già avuto oltre 10mila contatti e punta a crescere.
La seconda start-up reggiana selezionata è stata PlayWood, che propone un sistema innovativo di arredamento modulare per spazi in continua evoluzione come eventi, fiere e soluzioni temporanee. In pratica si tratta di morsetti in plastica che permettono di assemblare pannelli in materiali diversi creando pareti, tavoli, arredi. Ma PlayWood è anche una piattaforma da cui è possibile scaricare idee e progetti. «Volevo farmi un ufficio come quello di Google, ma avevo i soldi per andare solo all'Ikea. Il nostro è una sintesi tra Lego e Ikea e si stratta di materiali riciclabili e riutilizzabili», sintetizza Play Wood Stefano Guerrieri che ha creato Play Wood con Mirco Bonilauri, Giovanni Silvanini e Carlotta Nizzoli. Assieme a loro altri 4 collaboratori in pochi mesi hanno già venduto 23mila pezzi in Europa e Giappone e si sta espandendo in Sud America e Canada.
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