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Telecamere della Rai a caccia di storie del Grande Fiume

Telecamere della Rai a caccia di storie del Grande Fiume

Da Guastalla a Boretto, le interviste a vari personaggi per il programma dedicato agli italiani nel mondo

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GUASTALLA. Il tratto di fiume Po reggiano al centro di una puntata di Lungo il fiume e sull'acqua, programma di Rai Italia che sta andando in onda all'estero e che presto sbarcherà anche nel nostro Paese. In questa puntata, intitolata “Medio Po”, i giornalisti Marco Melega e Giulio Spadetta si sono soffermati a Guastalla e Boretto, dove hanno incontrato personaggi interessanti in grado di raccontare a modo loro la vita lungo il fiume. Il filmato si apre con l'intervista al medico endocrinologo guastallese Emilio Maestri, che ha raccontato la propria esperienza della cooperativa Eden, creata per recuperare e salvaguardare la golena del Po. Un racconto, il suo, che parte da lontano e che tocca le corde del cuore: «In questi posti sono stato un adolescente felice, e per riconoscenza sono disposto a fare di tutto affinchè questa golena non muoia. In trent'anni la riqualificazione ha interessato circa 46 ettari. Vorrei contagiare le persone con questo mio amore nei confronti di un luogo fragile che va rianimato».

Un'altra importante testimonianza guastallese – preceduta da quelle dello scrittore modenese Ugo Cornia e del restauratore di auto da collezione Gianni Torelli di Campagnola – è quella dell'assessore Gloria Negri e del responsabile del settore cultura del Comune di Guastalla, Fiorello Tagliavini che, con l'ausilio di splendide foto, hanno mostrato quando le spiagge del Po pullulavano di bagnanti. Mon poteva mancare una navigazione sulla Stradivari, motonave ormeggiata a Boretto. A fare da cicerone, il capitano Giuliano Landini, che regala aneddoti sugli anni ruggenti della motonautica. Dalla Stradivari alla sede Aipo il passo è breve, e qui l'ingegnere Ivano Galvani, dal Museo della Navigazione, spiega quali siano le caratteristiche che fanno del Po un fiume singolare. Sempre a Boretto, il documentario prende una piega artistica grazie all'intervento dell'avvocato Alfredo Gianolio, che aiuta a riscoprire le caratteristiche artistiche e caratteriali del pittore naif Pietro Ghizzardi. I giornalisti non si lasciano poi sfuggire il “Re del Po” Alberto Manotti, che li conduce in un onirico viaggio all'interno della sua Isola di Pan, costruita nel corso degli anni con 25mila tronchi recuperarti nel Po. Il viaggio poi prosegue in Lombardia, ma mantiene una connotazione reggiana in quanto a essere intervistato è Vitaliano Daolio, guida fluviale, pescatore e creatore dell'acquario del Po di Motta Baluffi (Cremona). (a.v.)

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