E ora la cultura reggiana è in mano alla Fondazione
Presentato ieri il nuovo assetto con la partecipazione rafforzata del Comune Non solo arte visiva. Fotografia Europea e Restate traslocano in Corso Garibaldi
REGGIO EMILIA. È partita la nuova era della Fondazione Palazzo Magnani.Che assuma il ruolo di “player” (come ha sottolineato il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi), di “playmaker” (il termine usato dal presidente della Fondazione stessa Davide Zanichelli) piuttosto che quello di “kingmaker” (così il presidente della Provincia Giammaria Manghi) fatto sta che per la Fondazione Palazzo Magnani inizia una nuova sfida. Diventare cuore pulsante, essere calamita e allo stesso tempo forza propulsiva per intercettare, progettare e veicolare tutto ciò che significa cultura sul territorio.
«Con il nuovo ruolo che la Fondazione Palazzo Magnani assume e la rafforzata partecipazione in essa del Comune di Reggio Emilia - ha esordito il sindaco Luca Vecchi - la nostra città si dota di un player efficace e moderno in ambito culturale. Nella sua nuova configurazione, la Fondazione Palazzo Magnani diviene strumento strategico capace di progettare e organizzare iniziative a 360°. La nostra intenzione, entrando nella compagine della Fondazione, non è quella di prendere le distanze dalla regia della politica culturale cittadina liberandoci, come qualcuno potrebbe pensare, di asset come Fotografia Europea e Restate. Al contrario. Fino ad oggi Reggio Emilia non aveva un Fondazione per la cultura. Ora l’avrà. E l’investimento fatto dal Comune è importante, sia in termini di risorse umane che in un’ottica politico-istituzionale perché andiamo a mettere in campo un progetto culturale». In estrema sintesi, «la Fondazione Palazzo Magnani rappresenta il consolidamento e lo sviluppo dell'impegno del Comune di Reggio Emilia per le politiche culturali».
Parte da un paio di anni fa, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, premettendo che «il nuovo progetto di Palazzo Magnani si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra Province e cultura in questa stagione di riordino istituzionale». «Come presidente della Provincia di Reggio Emilia, proprietario dell’immobile Palazzo Magnani - sottolinea - mi sono subito interrogato sulla necessità di non disperdere l’esperienza della Fondazione, di valore rilevante, e mi sono adoperato per garantire una continuità e risorse adeguate. Il nuovo progetto della Fondazione Palazzo Magnani, che vede anche la Provincia protagonista, punta a rendere la Fondazione kingmaker e fulcro della programmazione culturale ed espositiva del territorio».
A entrare nel merito della programmazione e ancor prima della visione culturale che la sottende è il presidente della Fondazione. «Palazzo Magnani - spiega Davide Zanichelli - esce da Palazzo Magnani. La Fondazione infatti, all’interno della nuova visione e del nuovo ruolo che andrà a ricoprire, inizierà ad uscire dalla sede di Corso Garibaldi e si aprirà verso altri luoghi, dai Chiostri di San Pietro alla Sinagoga, per iniziare. La Fondazione di fatto assumerà il ruolo di playmaker, di regia e progettazione integrata delle attività culturali ed espositive (contemporaneità e immagine i due capisaldi) insieme a tutta una serie di soggetti presenti sul territorio che contribuiranno alla costruzione della progettazione stessa».
Il percorso che il nuovo consiglio di amministrazione ha in mente è iniziato con una prima fase volta a strutturare la gestione e la nuova visione, proseguirà nei prossimi mesi con l’individuazione del comitato scientifico (che sarà unico) che metterà a punto la programmazione e terminerà entro fine anno con la presentazione del nuovo progetto e delle attività 2018/2020.
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