Furti, sei sindaci al governo «Serve certezza della pena»
Petizione online e appello dalla zona ceramica a Gentiloni e al Parlamento «Gli sforzi delle forze dell’ordine risultano vani. I ladri devono stare in prigione»
SCANDIANO. Un appello dei sindaci della zona ceramica al governo e al Parlamento per avere «certezza della pena sui furti in appartamento». Un appello pubblicato su internet, che tutti possono sottoscrivere e diffondere. Ieri pomeriggio è stata attivata una nuova voce su Change.org, il principale portale internazionale per petizioni, appelli e inviti a mobilitazione. Si chiama «I ladri in prigione. Serve la certezza della pena» e ha come sei sottoscrittori originari i sindaci dell’Unione dei Comuni Tresinaro-Secchia, ovvero Fabrizio Corti di Baiso, Alberto Vaccari di Casalgrande, Giorgio Zanni di Castellarano, Emanuele Cavallaro di Rubiera, Alessio Mammi di Scandiano e Giorgio Bedeschi di Viano. Il nuovo richiamo, che già nella serata di ieri aveva raccolto alcune centinaia di sottoscrizioni, tocca la principale emergenza di questi mesi: le decine e decine di furti in case private e negozi avvenuti nel territorio reggiano e in particolare nel comprensorio ceramico, una delle zone più abitate e ricche della provincia. E puntano il dito su uno dei «limiti» dell’attuale sistema, l’assenza della certezza della pena per i ladri che vengono spesso catturati. «Temiamo che l’attuale sistema normativo e le previsioni di pena minima rendano inapplicabili, in molti casi, le opportune misure preventive per impedire il reiterarsi di reati e la fuga», sottolineano i sei sindaci. Per cambiare il quadro, chiedono quindi «al governo e al Parlamento una immediata azione per garantire la certezza della pena sui furti, in particolare sui furti in appartamento». Domandano che gli enti centrali si «adoperino per individuare lo strumento normativo più rapido per affrontare una situazione che rischia di rendere vani gli sforzi delle forze dell’ordine del territorio, sovraccaricando del resto il sistema della giustizia: non è possibile essere terreno attrattivo per la criminalità. Raccogliamo il dolore e la rabbia dei nostri cittadini vittime di questi reati, che se anche non lasciano ferite fisiche, duramente colpiscono e lasciano il segno a lungo. Sappiamo bene che ci sono reati pericolosi e silenti: pensiamo alla lotta all'infiltrazione mafiosa anche nei nostri territori; avere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è indispensabile anche per raggiungere questi obiettivi essenziali. Possiamo insieme colmare la distanza tra le comunità e le istituzioni anche ristabilendo principi che oggi paiono non così elementari: certezza della pena, i ladri devono stare in prigione». (adr.ar.)
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