Gazzetta di Reggio

Reggio

Picchetti, scontri e feriti davanti alla Csm di Casalgrande

di Giuseppe Boi
Il momento in cui i manifestanti tentano di bloccare un camion
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Il momento in cui i manifestanti tentano di bloccare un camion

Protesta a oltranza di 19 lavoratori modenesi per il trasferimento di macchinari e produzione nello stabilimento reggiano

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CASALGRANDE. Urla, insulti, strattonamenti e manifestanti allontanati con gli scudi e spostati di peso dalle forze dell'ordine. Il bilancio è di due persone in ospedale a Scandiano, per medicazioni, e una ventina di denunciati per manifestazione non autorizzata. È stata una mattinata di tensione quella di ieri davanti ai cancelli della Csm di Casalgrande. Da quattro giorni via don Pasquino Borghi è presidiata dai lavoratori dell’Adm di Camposanto, in provincia di Modena. I lavoratori modenesi protestano per il trasferimento di macchinari e produzione nel Reggiano. Sono stati sospesi dal lavoro, al rientro dalle ferie natalizie, con una mail dell’azienda che comunicava la chiusura dell’attività «fino a ulteriori comunicazioni». E da circa un mese protestano nella frazione di Villalunga.

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La mobilitazione ad oltranza dei lavoratori dell’Adm, che si occupa della realizzazione di serbatoi per filtri e carpenterie metalliche, ha assunto col passare dei giorni toni sempre più accesi. «Che dobbiamo fare? Dal giorno alla notte ci siamo trovati senza lavoro», spiegano gli operai. Ma ieri, in concomitanza con un incontro tra sindacati e proprietà, la tensione è salita alle stelle quando alcuni manifestanti hanno tentato di fermare un camion in uscita dai cancelli. Da qui l’intervento di polizia e carabinieri, presenti sul posto dopo la minaccia, nei giorni scorsi, di blocchi stradali. «Un attacco alla democrazia e alle relazioni sindacali», affermano i SiCobas. «Un intervento contro chi protesta in modo contrario alla legge», spiegano le forze dell’ordine.Mario Schenetti, proprietario dell’Adm, spiega la sua posizione: «Io con la Csm di Casalgrande non c’entro niente. Sto chiudendo un’azienda in perdita e le nostre commesse sono finite nel Reggiano».

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Le peripezie dei lavoratori dell’Adm vanno avanti da tempo. I dipendenti oggi in mobilitazione facevano parte di una cooperativa che per 15 anni ha lavorato per l’azienda modenese. Due anni fa ottengono l’assunzione, l'adeguamento al contratto nazionale dei metalmeccanici e, in fase di conciliazione, un rimborso per il pregresso. Ma in meno di un anno la situazione cambia.

«Tira una brutta aria, cercatevi un altro lavoro», avrebbe detto l’azienda ai lavoratori. A sostenerlo sono i SiCobas che già all’epoca denunciarono l’inizio della delocalizzazione.

In estate si tiene un incontro alla Cna di Modena con i rappresentanti dell’azienda e dal giorno tutto precipita fino alla mail che sospende i lavoratori.

La situazione diventa ancora più complessa quando quattro lavoratori Adm., secondo i Cobas «non sindacalizzati», vengono assunti alla Csm. E ieri il nuovo stop alle trattative e lo scontro con le forze dell’ordine. «Il tutto per avere un lavoro che c’è, ma è stato solo delocalizzato», sostengono con rabbia i 21 lavoratori modenesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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