Dossier, Forza Italia “blinda” Pagliani
Il partito di centrodestra replica alla richiesta di dimissioni da parte di Pd e M5S: «Attacchi infondati, è stato assolto»
REGGIO EMILIA. Forza Italia fa quadrato attorno a Giuseppe Pagliani, dopo che con forza ne hanno chiesto le dimissioni (il politico di centro destra siede sia in consiglio comunale che in quello provinciale) il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico sulla scia dell’intercettazione rivelata nell’ultima udienza di Aemilia dall’accusa e riguardante un colloquio telefonico fra Pagliani e l’avvocato Antonio Sarzi Amadè in cui quest’ultimo chiede al forzista un dossier su Enrico Bini.
Torna sul delicato argomento lo stesso Pagliani (assolto in primo grado ad Aemilia) che dice di non aver non aver «mai costruito un dossier in vita propria», per poi replicare duramente al Pd: «Deve rimanere nelle istituzioni invece chi fa il ministro (Graziano Delrio, ndr) ed è andato in pellegrinaggio a Cutro? Chi come il sindaco Vecchi e la moglie hanno dimenticato di comunicare che chi gli ha costruito la casa è stato coinvolto nell’indagine Aemilia?, Fate voi e le cooperative che avete sempre protetto e prescelto un bell’esame di coscienza, se il tessuto economico è infiltrato dalle mafie nella nostra provincia la colpa è esclusivamente solo vostra, questo territorio lo dominate da sempre, chi aveva le imprese cutresi come sub appaltanti, le vostre cooperative edili “rosse”». Gli fa eco il senatore Maurizio Gasparri, motivando così quelli che ritiene infondati attacchi: «Sulle vicende delle infiltrazioni a Reggio da parte delle organizzazioni criminali continua una politica sbilanciata. Non si approfondiscono ruoli e responsabilità della sinistra che ha amministrato i territori ma si accanisce contro chi, dall’opposizione, fa soltanto battaglie di giustizia, di trasparenza e di libertà». Massimo Palmizio – coordinatore regionale di Forza Italia – parte da quella che ritiene una gogna politica legata al processo Aemilia («E’ tipico della mentalità di una certa sinistra») per poi entrare più nei dettagli: «Il tentativo del segretario provinciale Pd (Andrea Costa, ndr) di emarginare l’avvocato Pagliani sollevando contro di lui la “questione morale” ha dell’incredibile e dello spudorato alla pari dei pentastellati che si comportano da giustizialisti con tutti tranne che con se stessi». In ambito forzista provinciale è prudente il consigliere comunale Claudio Bassi («Vicenda molto delicata») mentre il coordinatore rispedisce al mittente la richiesta di dimissioni, poi la secca replica: «Costa ha per caso dimenticato che Brescello, amministrato dal Pd tramite una lista civica è stato sciolto per mafia?».
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