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«Il Pd ripiani il buco causato dalla En.Cor»

«Il Pd ripiani il buco causato dalla En.Cor»

Correggio: proposta di Nanetti a Marchi: «È il tesoriere, venda immobili del partito e copra i debiti»

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CORREGGIO. Andrea Nanetti rilancia: «Il buco creato dal caso En.Cor lo copra il Pd col suo patrimonio». E chiama in causa Maino Marchi: «È il tesoriere e alcuni immobili del partito sono in vendita. Perché non devolve una parte al Comune di Correggio?». L’ex consigliere di Forza Italia aveva lanciato la proposta ai democratici dopo la sentenza della Corte dei conti che dà il via libera al bilancio comunale. Il suo appello è caduto nel vuoto e ora un nuovo attacco-provocazione.

«Nonostante le dichiarazioni “autorassicuranti” della sindaca, in realtà Correggio rimane sull’orlo del dissesto, con pure l’altra sentenza da 15 milioni con Bnl prevista in aprile, spese legali mostruose e poco trasparenti (circa 100mila euro per ogni causa persa) con la differenza che il comune indebitato per 29 milioni, ora è letteralmente in mano alle banche», è il quadro disegnato da Nanetti. «E in questa situazione allarmante il deputato correggese del Pd Maino Marchi maggior politico locale cosa fa? Attacca una consigliera di Scandiano, Elena Diacci perché equiparando Che Guevara al Duce ha ricordato che bisogna risolvere le priorità, non perdere tempo a cacciare i gadget di Mussolini».

«La caccia al “fantasma fascismo” si riconferma la solita “cortina fumogena” per distrarre il popolo da emergenze come En.Cor», sostiene il poltico di Forza Italia, che poi rilancia al deputato la sua proposta per sanare il buco causato dall’ex municipalizzata: «Considerando che il Pd a Correggio e provincia possiede almeno gli 8,5 milioni custoditi dalla “Fondazione Reggio Emilia Tricolore” (costituita nel 2007 col patrimonio provinciale Pci-Pds-Ds) e circa 50 immobili, tra cui alcuni in vendita, perché l'onorevole Marchi che è ufficialmente il tesoriere e notoriamente il Ras del Pd provinciale invece di "riesumare" il fascismo non propone di devolvere almeno parte di proventi per ripianare i debiti creati dall'amministrazione del suo partitone? Piuttosto che vedere svendere il patrimonio dei propri concittadini?»

«Forse è una provocazione – ammette lo stesso Nanetti – ma di sicuro il Pd dimostrerebbe responsabilità non solo a parole ma anche coi fatti». (g.b.)

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