Rapinano le Poste armati di bastone
Assalto all’ora di chiusura: in tre a volto coperto sono entrati dal retro sorprendendo i dipendenti e vuotando le casse
NOVELLARA. Assalto alle Poste di via Nazario Sauro. I banditi sono entrati in azione ieri pomeriggio intorno alle 13, pochi minuti dopo la chiusura, e hanno sorpreso i dipendenti al lavoro. Sotto la minaccia di un bastone di metallo, si sono fatti consegnare il denaro presente nelle casse e sono fuggiti.
È caccia all’uomo dunque dopo la rapina di ieri. Tre i banditi ricercati: tutti avevano il volto coperto e indossavano guanti. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri della stazione di Novellara, intervenuti sul posto, sono fuggiti a bordo di una Fiat Punto, risultata essere stata rubata a Reggio Emilia nella stessa mattinata. La banda ha aspettato che l’ufficio chiudesse al pubblico. Quindi, ha puntato alla porta sul retro. Con il bastone metallico appuntito, sono riusciti a forzare la porta e a fare irruzione nell’ufficio postale quando erano presente i cinque dipendenti.
Questione di pochi minuti. Uno di loro impugnando quel bastone come un’arma ha minacciato i presenti e si è fatto consegnare il denaro che era contenuto nelle casse. Quindi, prima di fuggire, i banditi hanno chiuso tutti gli ostaggi in una stanza dell’edificio di via Sauro e sono fuggiti a bordo della Punto, facendo rapidamente perdere le loro tracce.
Ora sul caso indagano i carabinieri, allertati dagli stessi dipendenti, e intervenuti sul posto nel giro di pochi minuti.
Non è la prima volta che le Poste di Novellara finiscono al centro delle attenzione dei malviventi di turno. Un colpo clamoroso venne messo a segno nell’ottobre del 2015. Anche in quel caso i banditi erano in tre, e si calarono nell’ufficio da una botola direttamente dal tetto. Erano riusciti a mettere le mani su di un bottino di 60mila euro: la somma che i dipendenti stavano inserendo nella cassa continua e nel bancomat, che stava per essere caricato in vista del fine settimana. Secondo le indagini, i banditi si erano accampati sul tetto già nella notte tra venerdì e sabato, appostandosi poi vicino alla botola che dà luce ai servizi igienici.
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