Alpini da tutta Italia riuniti per ricordare il generale Reverberi
Folla per il 74° anniversario della battaglia di Nikolajewka «A Cavriago e Montecchio i valori delle penne nere»
CAVRIAGO. Centinaia di penne nere da tutto il nord Italia si sono ritrovati a Cavriago e Montecchio per il 74° anniversario della battaglia di Nikolajewka, la battaglia vinta dagli alpini che permise alle truppe italiane in ritirata di superare la manovra a tenaglia dell’esercito sovietico nel gennaio del 1943.
Nonostante la pioggia, gli alpini di Cavriago, Montecchio, Reggio, Modena e dell’Emilia Romagna in genere hanno accolto delegazioni giunte pure da Vicenza, Bassano, Milano. Insieme hanno reso omaggio ai caduti nella battaglia e al comandante della divisione Tridentina, il generale Luigi Reverberi che guidò gli Alpini alla salvezza superando lo sbarramento dell’Armata rossa, e a don Carlo Gnocchi, cappellano al fianco del generale.
Gli alpini e le autorità hanno prima partecipato alla messa nella chiesa della Madonna dell’Olmo di Montecchio per poi dirigersi al cimitero dove si trova la tomba di Reverberi. Poi la tappa davanti al monumento dedicato a don Gnocchi e infine si sono spostati a Cavriago in piazza Zanti per la deposizione dei fiori nella casa natale del generale e, prima del pranzo a Casa dei Bardi, sono giunti alla Pianella davanti al monumento dedicato a Reverberi e ai caduti dove si sono tenuti i discorsi istituzionali, intervallati dalle note della banda di Montechiarugolo.
Mattia Zurli degli alpini di Cavriago ha ringraziato tutti per la presenza: «Nonostante il maltempo, siete numerosissimi» ha detto. Il sindaco di Cavriago, Paolo Burani, ha sottolineato che «è importate che oggi venga recuperato il significato delle parole solidarietà, sacrificio e accoglienza, di cui gli alpini sono portatori. Le commemorazioni come questa non devono essere solo all’insegna della nostalgia, ma far sì che certi valori vengano ricordati e portati avanti».
Ha poi parlato di Pasquale Corti, reduce combattente in Russia con la divisione Tridentina, scomparso due anni fa: «Se è stato fatto questo monumento, è anche grazie a lui, perciò vi saluto e ringrazio con le parole che lui stesso pronunciò gli ultimi giorni di vita: viva gli alpini, viva l’Italia, sempre».
Il sindaco di Montecchio, Paolo Colli, ha ringraziato in particolare Gino Ugolotti – uno dei pochi reduci ancora viventi che ha partecipato alla commemorazione – e ha rivolto un pensiero agli alpini, in prima linea anche oggi quando ci sono dei drammi.
«Sono impegnati a dare soccorso nel centro Italia, per aiutare le persone che hanno bisogno – ha detto – Il loro è un atto di coraggio. Li ringraziamo per questo: lunga vita agli Alpini».
La parola è passata poi al tenente colonnello Vittorio Mancini del comando brigata Julia che ha parlato della battaglia di Nikolajewka e aggiunto: «Oggi onoriamo la memoria degli Alpini che combatterono con sacrificio. Ma mi inchino anche dinnanzi alle Penne Nere che, nella storia recente, servono la patria».
«Cerchiamo di tenere alta la penna, perché l’Italia di noi ha ancora bisogno» sono state le parole di Ettore Benassi dell’Ana di Reggio. Infine Mauro Azzi del consiglio dell’Associazione nazionale Alpini ha evidenziato che il generale Reverberi e Don Gnocchi ebbero molto coraggio «e il coraggio è indispensabile ancora oggi».
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