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Bus fermi, troppo costoso farli girare

di Luciano Salsi
Bus fermi, troppo costoso farli girare

Il flop della domenica ecologica, Vernaci: «Avremmo dovuto spendere 24.600 euro in più, ma non li abbiamo»

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REGGIO EMILIA. Il blocco del traffico, domenica scorsa, ha penalizzato molti cittadini, ma ha suscitato lamentele soprattutto nei quartieri che nei giorni festivi rimangono completamente privi dei mezzi pubblici. Il maltempo, impedendo l'uso delle biciclette, ha aumentato la domanda dei mezzi pubblici. Purtroppo nel migliore dei casi bisognava attendere anche mezz'ora alla fermata sotto la pioggia scrosciante per vedere arrivare un autobus. Ma chi abita a Sesso o Gavassa avrebbe aspettato invano. Il fatto è che l'orario festivo mantiene in funzione soltanto le linee 1, 2, 4, 5 e 9, per giunta con una cadenza ridotta. Potenziare il servizio, attivandolo come nei giorni feriali, avrebbe comportato una spesa di oltre 24mila euro, che eccede le asfittiche finanze degli enti locali. Nella cabina di regia, che comprende Comune, Agenzia della mobilità, Iren, Arpa e Ausl, se n'era discusso

«Ci troviamo - spiega Michele Vernaci, amministratore delegato dell'Agenzie per la mobilità - in una situazione particolare. Gli enti interessati non hanno risorse aggiuntive. Ciò che si fa in più è al di fuori del bilancio. Il trasporto urbano, nei giorni feriali, costa circa 33mila euro. Rispetto ai giorni festivi comporta una percorrenza aggiuntiva di 11.700 chilometri. Quindi, se nella scorsa domenica si fossero fatti girare gli stessi autobus di sabato, si sarebbero spesi 24.600 euro in più».

Nonostante la riduzione del servizio, la cabina di regia ha ritenuto che le corse festive bastassero per soddisfare il prevedibile aumento dei passeggeri: «Il trasporto pubblico domenicale - chiarisce Vernaci - copre le direttrici Nord-Sud e Est-Ovest. Rimanevano scoperte le zone intermedie. Tuttavia gli abitanti di questi quartieri potevano raggiungere in auto le fermate delle linee attive e proseguire con l'autobus. Bisogna dare atto, inoltre, all'azienda Seta di avere agevolato gli utenti facendo pagare un solo biglietto per i viaggi dell'intera giornata. I taxisti, da parte loro, hanno dispiegato l'intero servizio, con 36 automobili, riducendo del cinque per cento la tariffa». In realtà sono semplici tamponi. Per colmare la carenza del trasporto pubblico occorrerebbero molte più risorse. «Spetterebbe alla Regione - afferma Vernaci - metterle in campo. Il pesante inquinamento atmosferico di quest'anno, però, è un caso raro. La Regione, quindi, non aveva predisposto un piano per una simile emergenza da smog. L'esperienza delle ultime settimane potrebbe stimolare la predisposizione di un piano per un intervento straordinario, qualora si ripresentino in futuro situazioni di questo genere, ad esempio con una diminuzione del cinque per cento del servizio ordinario da utilizzare come riserva in caso di emergenza».

Intanto si può sperare che la sostituzione delle vecchie auto con i nuovi modelli riduca l'emissione delle pm10 e delle più insidiose pm 2,5, che sfuggono ai filtri antiparticolato dei motori diesel.

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