Giorno del Ricordo, scontro Anpi-Comune
Quattro Castella, polemica sul patrocinio al riconoscimento dell’ultimo sopravvissuto delle foibe
QUATTRO CASTELLA. L’Associazione nazionale partigiani critica l’amministrazione comunale di Quattro Castella per la concessione del patrocinio al riconoscimento di Graziano Udovisi in vista del giorno del Ricordo 2017.
Udovisi, morto nel 2010, fu l’ultimo sopravvissuto delle foibe. La polemica nasce nel febbraio dello scorso anno quando decine di persone si sono trovate in piazza Prampolini a Reggio Emilia per ricordare «gli italiani d’Istria e Dalmazia costretti all’esodo da Tito». Organizzata dal Coordinamento reggiano per la Giornata del Ricordo – di cui fanno parte vari esponenti di destra e centrodestra – la manifestazione ha visto la deposizione di una grande bandiera tricolore sotto il municipio cittadino per onorare le vittime delle foibe, tra cui, appunto, Graziano Udovisi, che ora verrà ricordato anche a Quattro Castella.
«La doverosa memoria delle foibe, una ferita mai rimarginata, tragedia dolorosa e complessa, non può e non deve essere sostenuta da una Amministrazione di centro sinistra senza una preventiva e diretta condanna del fascismo e di chi lo ha colpevolmente sostenuto – spiegano l’Anpi di Reggio Emilia e Quattro Castella –. Operazione chiaramente inapplicabile perché in contraddizione con il fine e lo spirito dell’iniziativa patrocinio che il Comune si appresta a dare per il riconoscimento di Udovisi».
«Non si possono e non si devono attivare commozioni a senso unico negli studenti coinvolti, senza indispensabili riferimenti al contesto storico relativo alle terribili conseguenze delle guerre e degli eccidi nazifascisti in Italia e in Europa», è il rischio che si corre secondo l’Anpi che aggiunge: «La costante presenza a Quattro Castella dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che da statuto proclama il “ritorno delle Terre Italiane della Venezia Giulia, del Carnaro e della Dalmazia in seno alla Madrepatria”, attesta e conferma la prevalente visione antistorica e decontestualizzata dell’iniziativa».
Per questo l’associazione nazionale partigiani pone una serie di domande: «Per inquadrare gli eventi si parlerà delle vicende tra la fine della Prima e lo svolgimento della Seconda Guerra Mondiale? Si farà cenno, oltre a quello doveroso alle Foibe, alle tragedie provocate dal regime fascista durante l’occupazione nel ’41 di una parte di quella che una volta era la Jugoslavia? Si parlerà dell’”unicum” della Shoah?».
«Il rispetto per tutte le vittime nei confronti della morte è doveroso – sottolinea l’Anpi –. Ma va detto che le Foibe sono state un eccidio “dentro” a una tragedia, quella della guerra voluta da due dittature che hanno provocato 54 milioni di morti. Affermiamo che non ci sono state in passato e non ci sono oggi le condizioni per cui l’amministrazione comunale, nella commemorazione della tragedia delle Foibe prevista per legge, e della vicenda di Graziano Udovisi, possa evitare che si trasmetta una interpretazione dei fatti avulsa da una complessa visione critica, una visione “unilaterale”, e con una chiara finalizzazione politica, in cui i fascisti risultano essere le vittime, la “brava gente” che ha subìto la pulizia etnica dei comunisti di Tito».
«Occorrerebbe dunque affrontare il tema drammatico delle Foibe e dell’Esodo senza isolare questa tragedia dal contesto più generale in cui si colloca per esercitare una efficace educazione alla cittadinanza europea, per una riflessione più che mai necessaria sui temi della guerra e della pace», ribadisce l’Anpi che in conclusione lancia un appello all’amministrazione di Quattro Castella per «l’assunzione di un netto e definitivo spirito antifascista, senza cadere nella strategia di chi rivendica, strumentalizzando una tragedia, una sorta di rendita memoriale da spendere a suo esclusivo vantaggio. E ci attendiamo questo in continuità con quanto fa, crede e dichiara nel corso delle tante condivise iniziative sulla Resistenza e sulla Lotta di Liberazione».
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