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La pioggia crea problemi in carcere, protesta

La pioggia crea problemi in carcere, protesta

Infiltrazioni nel reparto salute mentale, detenuto cade. Gli operatori sono sul piede di guerra

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REGGIO EMILIA. Le piogge abbondanti di questi ultimi due giorni hanno causato seri problemi anche all’interno del carcere di via Settembrini, dove in una sezione destinata alla cura dei reclusi con problemi psichiatrici e psicologici si sono verificate pesanti infiltrazioni. Il personale che lavora in questa sezione è arrabbiato e sta valutando se rivolgersi ai sindacati, considerando che per quel tipo di detenuti è pronta una nuova sezione che però al momento non è ancora aperta.

I problemi si sono verificati ieri mattina. Dopo la lunghissima siccità, è bastato un paio di giorni di acqua per mandare in crisi questo reparto che a giudicare dalle proteste di chi vi lavora tutti i giorni già da un pezzo avrebbe manifestato numerose problematiche, legate all’edificio stesso.

La sezione oggetto ora della protesta è quella che in termine tecnico viene definita “Articolazione per la tutela della salute mentale in carcere”. Nulla a che vedere con il vecchio ospedale psichiatrico giudiziario che ospitava internati, cioè persone giudicate totalmente o parzialmente inabili al momento della commissione di reati; gli Opg sono stati chiusi e gli ultimi internati presenti in via Settembrini sono adesso nelle strutture chiamate Rems che si trovano a Parma o a Bologna, in attesa che sia pronta quella di Reggio.

La sezione dove ieri si sono verificate le infiltrazioni d’acqua è invece popolata da detenuti del carcere che dopo l’ingresso nel penitenziario hanno manifestato patologie che richiedono cure psichiatriche. Adesso i detenuti che trovano posto in questa sezione sono 45, provenienti non solo dal carcere di Reggio ma anche dai penitenziari del resto della regione. La particolare condizione di questi reclusi fa sì che nel reparto non siano presenti agenti del carcere ma solo addetti di carattere sanitario, cioé psicologi, psichiatri, infermieri e operatori socio-sanitari.

La protesta si è manifestata ieri mattina, considerando anche che uno dei detenuti è caduto a terra scivolando sulla pioggia penetrata nell’edificio. Nulla di grave dal punto di vista fisico, ma l’episodio è giunto come ulteriore spia di una situazione che gli operatori sempre con maggiore difficoltà riescono a governare. Non solo perché la permanenza e il lavoro sono meno agevoli in una struttura diventata con il tempo fatiscente (per le infiltrazioni e anche per la condizione di docce e strutture igieniche) ma anche perché risulta ormai conclusa la sistemazione di una nuova sezione destinata appunto a contenere i detenuti bisognosi di cure per patologie psichiatriche. La condizione insomma degli operatori e dei pazienti sarebbe giunta al limite, al punto che ieri si stava valutando la possibilità di chiedere l’aiuto dei sindacati di categoria per sbloccare la situazione. (a.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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