La Sinistra sugli scontri alla Csm «Operai vittime di un’ingiustizia»
CASALGRANDE. «Preoccupati per l’episodio, perplessi dal sindaco». Si definiscono così gli esponenti di Sinistra per Casalgrande, nei giorni che seguono gli scontri di venerdì mattina a Sant’Antonino,...
CASALGRANDE. «Preoccupati per l’episodio, perplessi dal sindaco». Si definiscono così gli esponenti di Sinistra per Casalgrande, nei giorni che seguono gli scontri di venerdì mattina a Sant’Antonino, davanti alla sede della Csm. Lì il sindaco SiCobas e i lavoratori di un’azienda modenese ormai chiusa, la Adm, hanno organizzato un presidio di protesta, per il presunto trasferimento di commesse, macchinari e la sospensione di 19 lavoratori. Dopo una settimana di manifestazioni, venerdì si è arrivati al contatto violento fra operai e polizia, dopo che ad alcuni camionisti era stato impedito di caricare e scaricare merci.
Alberto Montelaghi, consigliere comunale di Sinistra per Casalgrande, definisce «del tutto intempestivo, inutile e dannoso» l’intervento delle forze d’ordine e si augura che «la trattativa possa riprendere e gli operai possano tornare al lavoro con il contratto che hanno conquistato due anni fa e con in tasca la tessera sindacale che preferiscono».
Si passa poi al sindaco Alberto Vaccari, che venerdì aveva criticato l’atteggiamento del sindacato: «In altre occasioni simili i sindacati ci avevano sempre contattato e come Comune avevamo cercato di dare una mano per mediare. Questa volta non è accaduto». Per il consigliere di sinistra, Vaccari «se la prende con la sigla sindacale ma nemmeno una parola sull'ingiustizia subita dai lavoratori da parte dell'azienda che gli ha praticamente scaricati con una mail». E il mancato coinvolgimento? «Il sindaco lamenta anche di non essere stato coinvolto da nessuno, affermazione incredibile. Neanche Sinistra per Casalgrande è stata chiamata ma appena ho saputo del presidio ci sono andato, mi sono presentato come consigliere comunale e ho chiesto di spiegarmi la situazion. Presentarsi e contattare l’azienda per verificare e avere chiaro il polso della situazione in queste occasioni è il minimo che un’amministrazione comunale, e il sindaco in primis, debba fare».
Nelle ore precedenti allo scontro, conclude Montelaghi, erano fra l’altro arrivate delle manifestazioni di vicinanza agli operai: «Gli amici e compagni dell'associazione Notti Rosse sono andati al presidio per solidarietà con i lavoratori in lotta e per ultimo giovedì notte un anonimo camionista, mai visto né conosciuto, passando si è fermato e ha offerto delle pizze, episodio raccontatoci con commozione dai lavoratori al presidio». (adr.ar.)
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