Ladro incastrato dal dna del proprio sangue
Luzzara: si tagliò col vetro della finestra infranta. Dalle tracce, il Ris dei carabinieri arriva a lui
LUZZARA. Durante il furto era rimasto ferito. Un “rischio del mestiere”: il vetro della finestra infranta aveva finito col provocargli un taglio che aveva iniziato a sanguinare copiosamente. Così, aveva pensato bene di prendere dall’abitazione qualche straccio e lenzuolo per tamponare le ferite. Non pensava, quando lasciò lì quelle bende improvvisate intrise di sangue, che quella sarebbe stata la firma al furto che, molti mesi dopo, lo avrebbe fatto finire nei guai.
Invece è così. Le indagini tradizionali, grazie al contributo della scienza, ormai riescono a fare cose fino a poco tempo fa, probabilmente, inimmaginabili.
É il caso dell’uomo – un 40enne di nazionalità albanese – che ora è stato denunciato per un furto commesso nel 2015.
Era il 20 dicembre di due anni fa quando a Luzzara i carabinieri erano stati chiamati per un furto in abitazione. Il ladro in azione aveva sfondato le finestre di un’abitazione per fare man bassa di preziosi. Durante il sopralluogo gli uomini dell’Arma avevano avuto modo di accertare che il malvivente nell’infrangere i due vetri si era ferito lasciando tracce di sangue su uno strofinaccio e un lenzuolo che aveva usato per tamponarsi la ferita.
Il sangue venne stato repertato dai carabinieri di Luzzara e inviato al Ris di Parma per le relative indagini di laboratorio. C’è voluto del tempo – non certo per le analisi in sé, ma per trovare il giusto profilo – ma, alla fine, il ladro è stato individuato. Si tratta di un 40enne albanese con precedenti di polizia. La probabilità casuale di individuare un altro soggetto con lo stesso profilo genotipico è una su 9 miliardi di individui scelti a caso. L'uomo è già ristretto nel carcere di Mantova per un’altra vicenda. E ora dovrà rispondere anche di questo furto.
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