Nel pomeriggio svaligiati due appartamenti
Viano, uno dei derubati: «Ci hanno portato via tutti i ricordi di una vita. Qui non siamo più al sicuro»
VIANO. L’emergenza furti non risparmia nessuno. Nemmeno gli abitanti di Viano, dove negli ultimi giorni in analogia con quanto sta accadendo nel resto del distretto ceramico – ma anche la Bassa non se la sta passando meglio – sono stati diversi i furti in abitazione denunciati.
Basta stare fuori di casa poche ore e i ladri “di turno”, evidentemente appostati, entrano in azione. Andando, spesso e volentieri, a segno.
«Io ero fuori e mia cognata si era assentata per andare a trovare suo padre. I ladri ne hanno subito approfittato». A raccontare del furto subito mercoledì è Franca Rosati. Siamo in via Chiesa . «Sono entrati in casa dalle 16.30 alle 18.30 – spiega –. Il tempo in cui mia cognata è stata fuori. Evidentemente, hanno aspettato che uscisse..». Di certo, sono riusciti ad andare a segno. Hanno forzato la vetrina al piano terra e poi sono saliti fino a raggiungere l’appartamento al primo e quello al secondo piano.
«A casa mia hanno preso soldi e gli ori di una vita: quelli di 28 anni di matrimonio. Non c’è rimasto più niente – si sfoga la padrona di casa –. Gli ori di mia madre, l’orologio di mio suocero. Tutto. Poi anche del denaro che avevo perché dovevo andare in banca. Non li tengo mai, ma quel giorno sì. Saranno stati 700 euro». Stesso copione nell’appartamento al secondo piano, dove i ladri hanno fatto man bassa di denaro e ori.
Ma non solo. I malviventi si sono preoccupati anche di portare via un armadio blindato.
«Dove un tempo custodivano i fucili, perché mio marito andava a caccia – racconta –. Ma non c’era niente. Per questo, l’hanno abbandonata non molto lontano da qui, dopo averla aperta con un palanchino». Ad accorgersi del furto è stata la cognata, dopo che è tornata a casa. Si è trovata davanti al casa tutta a soqquadro. Quando è scesa a casa della cognata, ha trovato la stessa desolante scena.
«Lo scriva che qui non c’è più nessuno al sicuro. Ogni sera, qualche casa viene visitata. C’è sempre qualche auto sospetta che viene vista e che staziona. Aspetta che qualcuno esca di casa per entrare in azione. Poi, oltre al danno, la beffa perché ora dovremo spendere altri soldi per riparare le porte e rafforzare le misure di sicurezza. In pratica per chiuderci in casa ancora di più. Ma tanto non servirà a niente neanche quello. Qui, però, ormai non c’è più niente da rubare. Che lo sappiano». (el.pe)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
