«Tutino? È in giunta grazie a una coalizione»
Ottavia Soncini risponde all’assessore dopo l’attacco rivolto al ministro Delrio «Il nostro compito è unire e allargare gli orizzonti, e non indebolire il Pd»
REGGIO EMILIA. «Il nostro compito è unire, lavorare insieme, ampliare il campo democratico, allargare i propri orizzonti». Sono le parole con cui Ottavia Soncini, consigliere regionale del Partito democratico, si rivolge a Mirko Tutino (assessore a Infrastrutture del territorio e Beni comuni del Comune di Reggio) dopo l’attacco da lui rivolto al ministro Delrio.
«Siamo contrari a un’alleanza strutturale con il Nuovo Centrodestra – ha dichiarato apertamente Tutino durante la presentazione ufficiale, alla Ghiara, dell’associazione Democratici Socialisti fondata dal presidente della Toscana Enrico Rossi – e se Delrio ha dichiarato di volere Alfano nella nostra coalizione, deve aver dimenticato il valore di un centrosinistra che non perda la sinistra».
«Volete rappresentare la sinistra estrema che in questi anni non è stata disponibile al dialogo? – gli chiede, ora, Ottavia Soncini –. Coloro che in questi anni hanno votato ad ogni tentativo di riforma del paese? Il nostro compito è quello di dialogare con tutti i riformisti, con la maggioranza che ha governato questo Paese e che si è costituita con segretario Bersani e poi con Renzi».
Secondo la consigliera dem, le etichette politiche lasciano il tempo che trovano e questo non è certo il momento di dividere o indebolire il Partito democratico. «Occorre comprendere innanzitutto che – sottolinea Soncini – al di fuori dei vari discorsi da addetti ai lavori, si fanno sempre più strada i nazionalismi e le chiusure. A tali fenomeni il centrosinistra ha il dovere di rispondere».
«L’accusa che viene mossa – prosegue – è quella di aver dimenticato cosa sia il valore del centrosinistra, come se gli elettori moderati fossero altro dal Pd. Non ricordo questo stracciamento di vesti nel 2013, quando il centrosinistra si presentava al paese con Centro Democratico di Tabacci sotto l’egìda del segretario Pd Bersani, vincitore delle primarie Italia Bene Comune a cui lo stesso Tabacci partecipò come candidato; eppure sempre di moderati si parlava».
L’attenzione a quell’elettorato è nel Dna del Pd, assicura la consigliera, era la base dell’Ulivo di cui oggi tanto si parla ed importante ancora oggi. «Allargare a sinistra – spiega Soncini – è importante tanto quanto allargare al centro; il contrario equivale a rinnegare le nostre radici. Dovrebbe saperlo bene l’assessore Mirko Tutino, che fa parte di una giunta espressione di una maggioranza la cui coalizione, nel 2014, comprendeva al suo interno l’elettorato moderato di centro e anche forze civiche, non classificabili nel panorama classico della sinistra. Questo avviene nella maggior parte dei comuni amministrati dal Pd nel nostro Paese. Di questo si parla quando si immagina una grande coalizione che coniughi il centro con la sinistra: allargare il paradigma che funziona nei territori al governo del Paese – sostiene –. L’alternativa a questo schema sono il partito di Beppe Grillo e le destre».
Nel rispondere a Tutino, infine, Soncini evidenzia quanto fatto finora dal Partito democratico: «L’approvazione delle unioni civili, provvedimento che il Paese attendeva da anni e da sempre caro alla sinistra, è stata resa possibile in Parlamento grazie a uno schieramento composito e grazie al voto di quel centro moderato che oggi tanto si bistratta», ricorda la consigliera.
«Attaccare da Reggio Emilia, quotidianamente, il Pd, i suoi ministri (stravolgendone per altro le parole) e i suoi esponenti attraverso riferimenti personali – conclude Soncini – qualifica chi, davanti a scenari che vanno al di là di una corrente, preferisce lo stucchevole mestiere del “buttarla in rissa”. Noi invece difendiamo l’area del centro sinistra e proviamo a consolidarla».
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