Gazzetta di Reggio

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Furto nella falegnameria spariscono le attrezzature

di Ambra Prati
Furto nella falegnameria spariscono le attrezzature

Montecchio, colpo domenica notte nel laboratorio di Giuseppe Attardo «Danni ingenti. È la prima volta in vent’anni. Monterò la videosorveglianza»

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MONTECCHIO. «I ladri mi hanno rubato una decina di attrezzi, per un valore di 4mila euro. È la prima volta in vent’anni di attività, ora dovrò installare un impianto di videosorveglianza». Vittima del raid furtivo Giuseppe Attardo, 60 anni, titolare di un laboratorio di falegnameria sulla strada che da Montecchio porta verso Villa Aiola. Lì si trova l’abitazione del 60enne, che lavora in un capannone a 50 metri da casa, «una ex stalla che apparteneva a mio suocero».

Si tratta di una falegnameria artigianale dove si realizzano arredamenti su misura, sia per aziende che per privati. Il colpo è stato messo a segno nella notte tra domenica e lunedì, ma il falegname si è accorto della sgradita visita solo la mattina seguente, alle 7.30, quando ha aperto l’attività. «Nessuno ha notato nulla: il cagnolino meticcio di piccola taglia che abbiamo e che di solito abbaia con la pioggia ha voluto entrare all’interno, era nella sua cuccia. Anche i residenti del vicino condominio non hanno notato nulla e ora sono preoccupati», ha raccontato il montecchiese, che ha trovato la porta sul retro forzata. Nel capannone erano spariti tutti gli attrezzi. «Hanno portato via l’utensileria classica: trapani a percussione, avvitatori, palette, seghe circolari a mano. Strumenti che si usano di solito nei cantieri edili e che avranno senza dubbio già smerciato: hanno un mercato florido. Un trapano a percussione nuovo costa 150 euro, basta piazzarlo a 50 euro e il guadagno è assicurato». Il valore del bottino ammonta a circa 4mila euro. «Attrezzatura che ho già dovuto ricomprare, perché mi serve per il mio lavoro quotidiano – spiega l’artigiano –. Il punto è che ora ho paura che tornino di nuovo. Ho sporto denuncia ai carabinieri e contattato l’assicurazione, ma temo per il futuro. La mia abitazione si trova di fianco, attorniata da campi; la banda deve aver eseguito in precedenza un sopralluogo di perlustrazione. Sono costretto a installare l’allarme, i tecnici sono già venuti ieri mattina: ma anche con quello, se scatta cosa faccio? Esco da solo con il rischio di trovarmi davanti dei malviventi ed essere picchiato?». Il figlio Federico Attardo, studente universitario ventenne: «Né io, né la mia famiglia siamo in cerca di notorietà. Mio padre, onesto falegname e instancabile lavoratore, è stato derubato. Non è per la somma irrisoria, ma vorrei rendere noto che a Montecchio i furti continuano e la gente ha paura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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