I sindaci: «Abbiamo fatto un passo avanti»
Silvia Prodi e Roberta Mori: non rinunceremo ai servizi sanitari. La Rubertelli: siamo alla tappa finale
BOLOGNA. «Noi in montagna siamo tutti uniti: vogliamo che a viaggiare siano le équipe mediche e non le mamme». Il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini è arrivato a Bologna per stare a fianco dei cittadini che si battono per il punto nascite del Sant’Anna. E il primo cittadino è soddisfatto: la “battaglia” è in corso ma «è stato fatto un passo in avanti».
«Lo stesso Venturi ha detto che, una volta che le due aziende saranno unite, i medici dei reparti gireranno tra Reggio e Castelnovo. Perché non lo possono fare anche pediatri e ostetrici? – spiega Bini –. In ogni caso quella di oggi è una giornata positiva. Anzitutto perché siamo stati ricevuti da tutti e abbiamo finalmente espresso direttamente le nostre idee e posizioni. Poi perché la partita non è chiusa e manca ancora il pronunciamento del commissione nascite. E ancora per il fatto che Venturi ha confermato l’impegno per il rilancio dell’ospedale con investimenti importanti in tutti i settori. Al Sant’Anna non manca nessuna specialità: è un presidio completo. L’unico problema sono le 139 nascite all’anno».
Insieme a Bini era a Bologna anche il collega di Casina Stefano Costi: «Anche secondo me è una giornata positiva. L’assessore Venturi ha ribadito che saranno fatti gli investimenti sull’ospedale. Certo resta la questione del punto nascita e l’attesa del responso della commissione. Spero non si faccia una valutazione disfattista ma si tenga conto del territorio».
«Siamo praticamente all’ultima tappa e tutto è legato alla Commissione “Percorso Nascita”», e il commento di Cinzia Rubertelli, consigliere comunale a Reggio «ma montanara doc». «Il problema resta perché non ci sono state date rassicurazioni – aggiunge –. Il tema principe, intorno a cui ruota tutto, sembra essere quello della sicurezza mentre noi riteniamo che sia da affrontare quello della rotazione dei medici tra le due strutture ospedaliere dell’azienda sanitaria unificata. La sensazione, però, dopo l’incontro con Bonaccini, Venturi e Rossi è che tutto sia legato a questa commissione che può decidere vita o morte del punto nascite».
I politici reggiani e la delegazione delle Cicogne sono stati ricevuti anche dai consiglieri regionali espressione del territorio. Silvia Prodi (Pd) ha ribadito come il presidio ospedaliero costituisca «un motore di sviluppo per l’intera montagna reggiana». Mentre la collega di partito Roberta Mori, in qualità di presidente della commissione consigliare parità e diritti delle persone, unitamente al presidente della commissione sanità Paolo Zoffoli, hanno sottolineato «la volontà di seguire, dedicandovi una specifica seduta, il percorso di valutazione sul mantenimento del punto nascita in particolare quando arriverà il parere tecnico sui requisiti di sicurezza che uscirà dalla commissione consultiva tecnico-scientifica». (g.b.)
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