«Non ci serve la patente di antifascisti»
Quattro Castella, la giunta replica all’Anpi. La famiglia Udovisi cerca la tregua: «Vogliamo collaborare»
QUATTRO CASTELLA. La figura di Graziano Udovisi, una testimonianza insieme ad altre testimonianze, esattamente come quelle che vengono presentate pubblicamente nei media per una più approfondita conoscenza e comprensione della storia, senza sentimentalismi o approcci a-storici, come alcuni sostengono. La famiglia Udovisi-Setti replica all’Anpi di Reggio e Quattro Castella, che aveva criticato il patrocinio dell’amministrazione comunale al riconoscimento di Graziano Udovisi (morto nel 2010 e ultimo sopravvissuto alle foibe), in occasione del Giorno del Ricordo di sabato scorso. Secondo l’Anpi, il patrocinio è stato concesso senza una preventiva condanna del fascismo. «Non abbiamo bisogno della patente di antifascisti» ha ribattuto da parte sua la giunta. Di fronte a una polemica non nuova, i familiari di Udovisi hanno scritto: «Dispiace leggere puntualmente articoli di forte polemica da parte di Anpi sui modi e i contenuti con i quali questa vicenda viene trattata. È sempre stata nostra cura, come famiglia, incaricare personalità del mondo della cultura che descrivessero con puntualità e obiettività le premesse, le dinamiche storiche, le conseguenze, anche con riferimenti documentali, ai totalitarismi nazifascisti e comunisti che hanno portato a questa tragedia di cui le genti istriane, fiumane e dalmate sono state vittime. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di fare memoria di questa pagina di storia per troppo tempo volutamente e colpevolmente dimenticata, in maniera condivisa e mai unilaterale». I familiari di Udovisi hanno ringraziato la giunta di Quattro Castella per la grande disponibilità e sensibilità sul tema e hanno lanciato un guanto di tregua ad Anpi: «Ci farebbe molto piacere se, negli anni futuri, anche Anpi, insieme a noi, volesse dare il proprio contributo storico». Non ci sta il Comune di Quattro Castella, che per bocca dellìassessore comunale alla Cultura Danilo Morini ha risposto punto per punto. «Non riteniamo corretto produrre scontri sull’interpretazione di una tragedia innegabile come fu quella delle foibe, non riteniamo corretto che la morte di tanti innocenti diventi terreno di scontro politico - ha spiegato Morini - La mia storia personale e il mio lavoro nell’amministrazione comunale di Quattro Castella, prima come consigliere e poi come assessore alla Cultura, non hanno bisogno di alcuna patente di antifascismo: a testimoniarlo bastano i tantissimi progetti fatti insieme ad Anpi ed in autonomia, insieme alle chiarissime ed inequivocabili prese di posizione in tal senso». In merito poi all’iniziativa del Giorno del Ricordo di sabato scorso, Morini ha ricordato che «la giornalista Lucia Bellaspiga nel 2015 è stata chiamata dal Presidente della Repubblica a Montecitorio per celebrare il Giorno del Ricordo davanti alle massime autorità dello Stato. A quella celebrazione era presente anche Anvgd, associazione che collabora da anni con il Comune di Bologna partecipando al Consiglio aperto che la città felsinea convoca in occasione del Giorno del Ricordo. Noi continueremo sulla strada della democrazia e dell’antifascismo come abbiamo fatto finora - ha concluso Morini - e speriamo di avere sempre con noi compagni di viaggio che condividano questa linea di pensiero». (am.p.)
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