Reggio vola, nuovo balzo delle matricole
Per la prima volta Unimore ha superato la soglia dei 5mila iscritti. Il rettore: «Ma soffriamo per la mancanza di risorse»
REGGIO EMILIA. Università di Modena e Reggio: le luci sono il costante aumento degli studenti, la maggiore attrattività per i fuori sede, il boom di ingegneria gestionale; le ombre sono determinate proprio da tale crescita, cui non corrispondono adeguate risorse, un numero sufficiente di spazi e di docenti. È il quadro fotografato da Unimore che, scaduti i termini per le immatricolazioni dei corsi di laurea 2016-2017, ha presentato i dati ufficiali.
L’ateneo continua a crescere a due cifre: un trend costante e imperterrito (+10,53% di matricole), mentre nel resto dello stivale le facoltà sono in stallo. Alla data del 19 gennaio scorso, le matricole iscritte ai 75 corsi di laurea e in regola con il pagamento delle tasse universitarie sono state 7.742: erano 7.248 l’anno precedente, in cui pure era stato messo a segno un +12,89%. Per la prima volta, Unimore ha superato la soglia dei 5mila iscritti (per la precisione 5.131 matricole, erano 4.642), soglia che in Emilia-Romagna ha superato solo l’Università di Bologna.
Unimore si sta sprovincializzando: vengono da fuori provincia (di Reggio e di Modena) il 41,2% delle matricole (+2,5% sull’anno passato), percentuale arrivata fino all’80% in alcuni corsi di laurea. Gli oltre 7.500 immatricolati sono così distribuiti: 5.203 iscritti al primo anno della laurea triennale (+9,40%), 714 iscritti alle sei lauree magistrali a ciclo unico (+7,21%) e 1.825 iscritti ai 31 corsi di laurea magistrali (stabili).
Il gap tra Modena e Reggio si è assottigliato (rispettivamente 4.732 matricole e 3.010), ma è la nostra città a essere lanciata verso il sorpasso: in confronto con l’anno passato, a Modena l’incremento è del 5,1%, a Reggio quasi il doppio (+9,6%). Sono tre i dipartimenti che attirano in modo particolare le matricole: il dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” (a Modena) con 1.256 nuovi iscritti, seguito a ruota dai due dipartimenti reggiane di Comunicazione ed Economia (1.070 matricole) ed Educazione e scienze umane (1.062). Tra i corsi preferiti dalle matricole, il primato spetta di nuovo a Reggio, che occupa i primi tre posti in classifica: boom di Ingegneria Gestionale (256 iscritti, +29,3%), di Scienze dell’Educazione che nella città di Malaguzzi fa per tradizione il pienone (539 iscritti, +25,6%), di Marketing e organizzazione d’impresa (582 iscritti, +21,5%).
Se il trend è definito coralmente lusinghiero, è stato il rettore Angelo Oreste Andrisano, ieri mattina in videoconferenza da Modena, a parlare di «un ateneo sotto stress». «C’è un problema di risorse – ha evidenziato – secondo una tabella di marcia programmata 5 anni fa, a Unimore spetterebbero circa 120 milioni di finanziamenti, assicurati per il 70% dal ministero e per il 30% dalle tasse degli studenti. Ma la premialità viene ritagliata sul budget risalente al quinquennio precedente e non tiene conto del tasso di crescita effettivo».
Non solo: i finanziamenti, «causa un ritardo nella tabella di marcia programmata», attualmente coprono solo il 28% del costo standard del singolo studente (più alto per medicina e materie scientifiche, più basso per quelle umanistiche). «Attualmente – ha proseguito Andrisano – i quattro dipartimenti dispongono di un solo milione di euro per la gestione ordinaria: se fossero stati applicati i parametri nuovi, che non considerano i fuori corso, avremmo incassato milioni in più».
La conseguenza è che l’ateneo anagraficamente giovane, che sta spiccando il volo, è in sofferenza: «C’è la necessità – ha concluso il rettore – di incrementare il numero di docenti e di assicurare le strutture, per continuare ad assicurare quantità e qualità didattica».
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