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«Rimborsi per chi rifà le facciate del centro»

di Ambra Prati
«Rimborsi per chi rifà le facciate del centro»

REGGIO EMILIA. Maglie burocratiche più larghe e semplificate per i privati che decidono di ristrutturare i loro stabilimenti e un bando, per il solo anno 2017, che prevede contributi pubblici fino al...

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REGGIO EMILIA. Maglie burocratiche più larghe e semplificate per i privati che decidono di ristrutturare i loro stabilimenti e un bando, per il solo anno 2017, che prevede contributi pubblici fino al 30% del costo sostenuto per rifare le facciate esterne, sia di appartamenti sia di negozi.

Sono queste le principali novità annunciate ieri sera, con una variante al Rue in sede di Commissione Assetto e Uso del Territorio, dall’assessore alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli. Sul fronte ristrutturazioni, negli ultimi due anni l’esagono ha mostrato un trend in crescita: nel biennio 2014-2016 si è registrato, nel solo centro storico, l’avvio di oltre 650 cantieri per la riqualificazione di immobili privati, con una crescita degli interventi edilizi pari al 23%.

Con l’obiettivo di incentivare ulteriormente gli stabili esistenti, è stato presentato un pacchetto di modifiche normative che elimina lacci e lacciuoli talmente intricati da indurre talvolta i proprietari a rinunciare a certi interventi.

Le modifiche riguardano: la definizione degli usi non ammessi; la flessibilità di insediamento nei diversi piani di un edificio; una deroga alle altezze per le funzioni commerciali e residenziali; chi rifarà la facciata sulla pubblica via, potrà trasformare in cambio, in modo non oneroso, una uguale superficie accessoria (ad esempio un sottotetto) in superficie utile; il Cosap (il canone per l’occupazione di suolo pubblico) sarà gratuito per i primi due mesi di cantiere; si potranno recuperare terrazzini sul tetto; per demolire e ricostruire, basterà un passaggio alla Commissione qualità architettonica.

«Abbiamo liberalizzato gli usi – ha spiegato l’assessore Pratissoli – il regolamento edilizio attuale spiega per ogni singolo edificio e piano cosa si può fare, con innumerevoli casistiche. D’ora in poi specificheremo i pochi rimaneggiamenti vietati, dando il via libera a tutto il resto, purché sussistano ovviamente la conformità e i requisiti igienico-sanitari previsti dalla legge nazionale».

Ma la novità principale riguarda l’incentivo economico per le facciate del centro storico, sul quale l’amministrazione punta, sperando di coinvolgere privati, negozianti e imprese nell’ammodernare la veste esterna del cuore cittadino.

Un rimborso non automatico: occorrerà partecipare al concorso. «Il bando riguarda tutte le facciate, compresi i portici – ha sottolineato Pratissoli – il Comune mette a disposizione 300mila euro e i cittadini potranno chiedere un contributo pubblico di riqualificazione fino a un massimo del 30% (non oltre i 30mila euro). Contiamo di far uscire il bando a fine febbraio; ci saranno altri due mesi di tempo per presentare le domande, in modo che i partecipanti possano iniziare i lavori d’estate. Si verrà ammessi in base a criteri premiali: la qualità dell’intervento, la tipologia e soprattutto il numero di unità immobiliare coinvolte (maggiore sarà l’estensione, più sarà interessante per noi)».

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