«Aiutateci a mantenere la polizia postale»
L’appello di Giulio Moretti a sindaco, prefetto e questore a pochi giorni dalla chiusura della sezione
REGGIO EMILIA. C’è Tiziana, che si è uccisa per colpa dei video hard diffusi a sua insaputa su internet. E c’è Carolina, che a 14 anni si è buttata dal balcone per cancellare quello a cui l’avevano costretta cyberbulli poco più grandi di lei. E poi ci sono i bambini, tanti, troppi, che ogni giorno finiscono sul web per colpa di pedofili che usano le loro fotografie per scopi mostruosi.
Eppure la sezione reggiana della Polizia postale chiuderà. È in dirittura d’arrivo, infatti, il decreto che prevede drastici tagli al personale della Polizia postale in tutta Italia: gli agenti passeranno da 920 a 630, cancellando così svariate sezioni, tra cui quella reggiana.
«Il costante lavoro e l’elevata professionalità degli operatori della Polizia postale di Reggio – spiega Giulio Moretti, segretario provinciale della Sap (Sindacato autonomo di polizia) – è stata già messa a dura prova dalla politica dei “tagli”. Nel corso di questi ultimi anni, il nostro organico è passato dalle 10 unità del 2010 alle attuali 4 unità, nonostante l’aumento esponenziale dei reati cosiddetti informatici (come il cyberbullismo, la sottrazione di dati sensibili, le truffe online)». Considerando che viviamo in una società sempre più dominata dai social network, per il segretario provinciale è inaccettabile «una politica di tagli senza logica e senza progetti alternativi capaci di garantire un’ampia attività di prevenzione dei reati informatici». «Con un sol colpo di spugna – spiega – si cancellerebbe l’attività svolta giornalmente sul territorio dalla Polizia postale, un’attività specifica ed altamente specializzata nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di tutti quei reati che vengono consumati avvalendosi delle tecnologie informatiche». Non ci sarebbe più un luogo in cui fare denuncia, o dove chiedere informazioni, e cesserebbero anche gli incontri con gli alunni delle scuole, i genitori, gli insegnanti e i comitati, organizzati per educare al corretto uso delle tecnologie.
Quello di Moretti è «un appello ai politici locali, al sindaco Luca Vecchi, al prefetto Raffaele Ruberto e al questore Isabella Fusiello affinché, piuttosto che una “chiusura” della Polizia postale reggiana, vi sia un rafforzamento in termini di risorse umane della sezione (ma anche degli organici delle forze di polizia presenti nella provincia di Reggio Emilia) che anche per la sua collocazione (via Iori, in zona Ospizio) è ormai diventato un punto di riferimento per i cittadini. Gli uffici delle sezioni di Polizia postale – conclude – sono sovvenzionati da Poste Italiane, una società privata che assume sul proprio bilancio tutti i costi di gestione. Costi che, di conseguenza, non vanno a gravare su quelli del Ministero dell’interno. Nessuna logica di spending review, quindi, può giustificare la chiusura della nostra sezione. Mentre è certo che il suo smantellamento danneggerà i cittadini». (m.r.)
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