«È l’ennesima presa in giro Serve la deroga alla chiusura»
CASTELNOVO MONTI. «Le risposte date dall'assessore Venturi non rassicurano per niente – afferma il Sindacato Generale di Base sul caso Sant’Anna –. Non ci convince il mandato, affidato dalla Regione,...
CASTELNOVO MONTI. «Le risposte date dall'assessore Venturi non rassicurano per niente – afferma il Sindacato Generale di Base sul caso Sant’Anna –. Non ci convince il mandato, affidato dalla Regione, a una commissione consultiva tecnico-scientifica, di condurre valutazioni approfondite sul percorso nascita al Sant' Anna. Si tratta semplicemente dell’ennesima presa in giro e dell’ennesimo scaricabarile tra Regione, Ausl di Reggio Emilia e istituzioni locali che, in realtà, sulla paventata chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti, hanno uguali responsabilità, giacché l’atto per il riordino dei punti nascita è stato predisposto dal Ministero della Salute ed è stato sottoscritto, il 16 dicembre 2010, dalla Conferenza Stato-Regioni, dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), dall’Unione delle province d'Italia (Upi) e dalle Comunità Montane (Uncem)».
«Ciò che, invece, serve ai cittadini dell’Appennino reggiano, territorio vasto e in condizioni orogeografiche difficili, è la deroga alla chiusura, cosa che la Regione può richiedere al Ministero, e soprattutto la garanzia della presenza di un reparto e di un servizio che tutelino allo stesso tempo sia il diritto alla salute che alla sicurezza delle madri e dei nasci turi - va avanti - Non ci convince neanche l’impegno della Regione per un progetto di potenziamento dell’ospedale di Castelnovo Monti perché finora “tagliare” strutture, posti letto e servizi è stata l’unica parola d’ordine del servizio sanitario regionale».
E proprio sui temi dei tagli alla sanità - in particolare in Emilia Romagna, Toscana e Friuli - è incentrato il docufilm dal titolo “Mani sulla sanità: larivolta” del regista Giuliano Bugani. Sarà proiettato giovedì 2 marzo 2017 alle ore 18.30 al Circolo Arci Stranieri in via Don Sturzo a Reggio Emilia. «Basta tagli alla sanità pubblica. Si taglino i favori alle strutture sanitarie private. Si taglino le truffe ai danni della sanità pubblica. Si taglino gli sprechi. Si taglino le onerose e inutili consulenze o gli stipendi d’oro di dirigenti», conclude il Sgb.
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