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Ha aggredito l’agente: sta dentro

Ha aggredito l’agente: sta dentro

La conferma della misura restrittiva decisa dal gip Ghini. Si indaga sul complice

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REGGIO EMILIA. Il georgiano 43enne Tzortakis Paris Georgios che rimane in carcere come deciso ieri dal gip Giovanni Ghini e le indagini della Mobile che proseguono per cercare d’incastrare anche il complice, cioè la seconda persona presente – nella notte fra sabato e domenica – nella palazzina di via Carlo Ritorni in cui è stato aggredito un poliziotto rubandogli la pistola dopo un furto in un appartamento.

Sono queste due i “fronti” su cui si concentra in queste ore la delicata inchiesta coordinata dal pm Claudio Santangelo. Dopo l’udienza di convalida di martedì – in cui il 43enne (difeso dal legale Nicola Tria) s’è avvalso della facoltà di non rispondere – è arrivata la decisione del gip Ghini che ha accolto la richiesta di misura cautelare in carcere avanzata dalla procura. Gli inquirenti ritengono Georgios pericoloso socialmente, un violento che non ha esitato a sottrarre l’arma all’agente per cercare di sfuggire alla cattura. Anche se incensurato, il georgiano non ha un lavoro, quindi per gli investigatori “vive” esclusivamente di reati. Insomma un “quadro” a tinte fosche che si è tradotto nelle accuse di furto aggravato, aggressione e resistenza a pubblico ufficiale.

Il ladro, dopo essersi opposto all’arresto, ha sottratto la pistola d’ordinanza a uno dei due poliziotti e l’ha caricata puntadogliela al petto: ciò significa che di fronte ad un atto simile è importante che gli agenti arrivino all’individuazione anche del complice, per evitare che continui a muoversi liberamente un malvivente potenzialmente pericoloso quanto il 43enne arrestato.

Quella notte i due ladri sono stati intercettati dalla polizia proprio quando stavano per scappare dalla porta d'ingresso del condominio. I poliziotti hanno inseguito i malviventi su per le scale fin dentro l'appartamento: uno dei due si è gettato dal balcone per evitare di essere preso. A quel punto un agente si è precipitato nel cortile per cercare di bloccare il fuggitivo, lasciando il collega alle prese con Georgios. È iniziata una colluttazione che si è spostata lungo le scale fino a terminare all'esterno del palazzo dove il 43enne, quando si è visto circondato, ha allungato un braccio riuscendo a sottrarre la pistola dalla fondina.(t.s.)

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