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«La Regione continua lo scaricabarile»

«La Regione continua lo scaricabarile»

Torri (Sel) e Sassi (M5S) insoddisfatti delle risposte dell’assessore. Il grillino: «Sembra che una decisione sia stata già presa»

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CASTELNOVO MONTI. Tiene ancora banco la “spedizione” di martedì a Bologna del gruppo “Insieme per il Sant’Anna” e del comitato “Salviamo le Cicogne”, per consegnare le firme e il progetto a sostegno del mantenimento del punto nascite di Castelnovo Monti. Soddisfazione ha suscitato il fatto che la delegazione montana sia stata accolta sia dall’assessore, Sergio Venturi, che dal presidente, Stefano Bonaccini, ma nessuno si è espresso in modo definitivo sulla permanenza del servizio nella forma attuale, come invece è avvenuto per il rafforzamento di altri reparti e nel complesso dell’ospedale Sant’Anna. La scelta è stata demandata ancora una volta a quello che sarà il giudizio della commissione tecnica che dovrà valutare il grado di sicurezza dei punti nascite regionali al di sotto della soglia di 500 parti all’anno. E questa incertezza si riflette anche nei commenti dei consiglieri regionali che martedì hanno dialogato con Venturi nell’ambito del question time, attraverso le due interrogazioni sul tema presentate dal consigliere casinese di Sel, Yuri Torri, e dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Gianluca Sassi.

«Non ho trovato soddisfacente la risposta di Venturi per quanto riguarda il punto nascite - sottolinea Torri - È bene chiarire che non è ancora stata presa una decisione, ma non può bastare. La nostra posizione resta a favore di una deroga alla chiusura. L’Appennino certamente non può competere sulla base dei numeri, ma proprio per questo servono modelli su misura per lo sviluppo complessivo del territorio. Più interessante invece la parte della risposta che ha riguardato le prospettive di sviluppo complessivo del Sant’Anna. Soprattutto nella parte in cui si è parlato di investire per assumere e stabilizzare personale e non solo per ampliare le strutture». «La cosa più importante però è il documento che è nato dal territorio e che propone soluzioni concrete per mantenere e sviluppare ogni reparto attualmente attivo a Castelnovo compreso il punto nascite. È questa – conclude – la direzione su cui lavorare».

«La Regione continua a rimandare ogni decisione, scaricando ogni responsabilità sulla commissione che dovrà valutare il raggiungimento degli standard di sicurezza – fa notare invece Sassi –. Uno scaricabarile continuo che non fa altro che alimentare i sospetti che il futuro della struttura sia già stato scritto e che tutto questo tergiversare sia solo un modo solo perdere e prendere tempo. Quella di Venturi è stata, per l’ennesima volta, una non risposta, una mancanza di rispetto verso le decine di cittadini che erano presenti in aula proprio per ascoltare dalla sua voce cosa ha intenzione di fare la Regione. Purtroppo il lungo prologo dell’assessore sul progetto di potenziamento dell’ospedale Sant’Anna, senza però mai prendere un impegno concreto sul mantenimento del Punto nascite, fanno sorgere più di un sospetto».

«In pratica – rimarca – le parole di Venturi ci spingono a pensare che partorire in macchina, in ambulanza, o nel nuovo elicottero notturno di cui sarà dotato l’ospedale, sarà di gran lunga più sicuro che farlo nel Punto nascite del Sant’Anna. Un ragionamento semplicemente assurdo». Sassi chiede alla giunta regionale «di accelerare le decisioni e di intervenire politicamente nei confronti della commissione punti nascita, proprio come fatto per altri territori, come per esempio la Romagna». «Se la commissione deve valutare gli standard di sicurezza, deve essere la Regione a creare tutti i presupposti affinché questi criteri vengano soddisfatti – conclude –. Tutto il progetto di potenziamento annunciato dalla giunta sul Sant’Anna deve essere propedeutico al mantenimento del punto nascita e non alla sua sostituzione».

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