«Non si riesce a finire la tangenziale iniziata da decenni»
Novellara, rimandati ancora i lavori sulla nuova strada I cittadini: «Siamo esasperati, ma non ci arrenderemo mai»
NOVELLARA. La sentenza con la quale il Consiglio di Stato, dopo decenni di ricorsi e cavilli, ha rimandato alla Corte Costituzionale la questione della realizzazione del breve tratto di congiunzione fra i due tronconi della tangenziale Nord di Novellara ha riportato, di fatto, nuovamente tutto in alto mare. Il Comitato “Pro tangenziale di Novellara”, legittimato da migliaia di firme, si è fatto interprete, attraverso un comunicato, del senso di amarezza e di esasperazione della stragrande maggioranza dei novellaresi a fronte di questa vicenda. Oltre alla sensazione «di essere stati abbandonati dalle istituzioni e dalla giustizia – affermano – rimaniamo basiti nel vedere come non si riesca a finire un’opera pubblica di comprovata utilità, già quasi finita e iniziata trent’anni prima dell’avvento di internet».
I cittadini, visto che sono gli unici ad opporsi a forza di ricorsi, si chiedono: «Se ognuno di noi si fosse comportato così agli albori dell’elettrificazione del paese; se ognuno di noi si fosse opposto con ottusa testardaggine a bloccare strade, ponti, ferrovie, autostrade, in che Paese vivremmo?»
Inoltre, ricordiamo che le firme e tutti i documenti raccolti in merito sono stati a suo tempo consegnati ai sindaci di Novellara, Reggiolo, Fabbrico, Rolo, Bagnolo, Campagnola e Guastalla; al presidente della Provincia e al presidente della Regione, senza avere mai risposta. «Siamo stati ricevuti dal presidente della Regione, che ci ha assicurato che la modifica della legge ci avrebbe dato delle certezze».
Anche dal ministro Graziano Delrio, dicono, nessuna risposta. «Abbiamo incontrato i rappresentanti locali e regionali del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord e la consigliera del gruppo Insieme. Nonostante le tante parole spese a favore, da loro non abbiamo avuto alcun riscontro».
A seguito dell’assemblea pubblica del 26 maggio scorso, «alcuni di loro si sono prodigati a rilasciare dichiarazioni pubbliche, su giornali e social, che ci hanno confusi e disorientati».
Stessa delusione dagli esponenti provinciali, regionali e nazionali del Partito democratico. «Solo l’onorevole Antonella Incerti ci ha accompagnati alla consegna delle firme a Roma, presso il Consiglio di Stato, e dopo la sospensione della sentenza ci ha ricontattato con la promessa di un’interrogazione parlamentare».
A livello locale «solo il sindaco di Novellara, Elena Carletti, ha partecipato all’assemblea e ha accettato il confronto con i cittadini, incontrandoci diverse volte per aggiornarci costantemente sugli sviluppi della situazione. In conclusione, la cittadinanza è sempre più esasperata, ma noi non ci arrenderemo mai».
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