Rapina in casa, in manette il terzo complice
Castellarano: fecero irruzione di notte dicendo di essere i carabinieri e picchiarono il proprietario
CASTELLARANO. É stato arrestato anche il terzo complice della brutale aggressione avvenuta nelle scorse settimane nel cuore della notte in un appartamento di Castellarano.
Su disposizione del gip di Reggio Emilia, i carabinieri di Tricarico, in provincia di Matera, sono andati a prendere a Irsina Giuseppe Cavallera, 41 anni. Dopo le formalità di rito, per lui sono scattati gli arresti domiciliari.
L’uomo è ritenuto corresponsabile di quanto avvenne il 18 gennaio scorso. Secondo quanto hanno avuto modo di ricostruire i carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti, in tre citofonarono di notte a casa di un uomo, di nazionalità marocchina, dicendo di essere i carabinieri. Quando però questo aprì e se li trovò di fronte, venne brutalmente aggredito da tre individui, che nel contempo misero anche a soqquadro la casa alla ricerca di qualcosa.
Le urla d’aiuto, però, vennero sentite dai condomini, che chiamarono il 112. E i carabinieri, quelli veri, riuscirono a bloccare due malviventi. Il terzo, comunque identificato, riuscì a dileguarsi. Ad essere accusati di tentata rapina aggravata sono Nicola Cavallera, 30enne materano residente a Pavullo nel Frignano (Modena), e un 40enne cittadino marocchino residente a Baiso, Mustapha Laaraj.
Denunciato con le stesse accuse anche il terzo malvivente, riuscito a dileguarsi: il 41enne fratello del 30enne che ora è stato arrestato.
La vittima del pestaggio era un cittadino marocchino 31enne che, a seguito dell’aggressione, finì in ospedale e venne dimesso con una prima prognosi di 5 giorni, per le contusioni riportate. La vittima aveva riferito che i due fratelli italiani, che non aveva mai visto prima, lo accusavano di un furto avvenuto il giorno prima a Sassuolo.
Un particolare che aveva fatto pensare a una sorta di regolamento di conti, ma al riguardo i carabinieri stanno ancora svolgendo i dovuti accertamenti.
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