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Rifiuti, no di Genova a Iren bocciato l’acquisto di Amiu

di Enrico Lorenzo Tidona
Rifiuti, no di Genova a Iren bocciato l’acquisto di Amiu

Il sindaco Doria va sotto in consiglio comunale: l’asse del Pd perde un altro pezzo dopo il passaggio di Torino nelle mani del sindaco 5 Stelle Chiara Appendino

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REGGIO EMILIA. L’asse in Iren nel segno del Pd che vedeva in Reggio, Genova e Torino i suoi fulcri, rischia di sfaldarsi. Dopo Torino, passata dal sindaco Piero Fassino nelle mani del sindaco Chiara Appendino del Movimento 5 stelle, anche Genova è davanti a una svolta politica. Il sindaco Marco Doria è andato sotto in consiglio comunale quando si è trattato di votare l’avvio della trattativa per l’acquisizione da parte di Iren della municipalizzata dei rifiuti Amiu. L’azienda dei rifiuti (100% del Comune di Genova) conta oltre 1.500 dipendenti e pesanti ritardi negli investimenti con costo di smaltimento da 3 milioni al mese. Un’emorragia causata dall’assenza in città di impianti il trattamento-recupero-smaltimento dei rifiuti, che ha fatto crollare l’azienda e il suo patrimonio netto, diventato negativo. L’unica manifestazione di interesse giunta al comune di Genova è stata quella di Iren, bocciata trasversalmente due giorni fa in consiglio comunale da opposizione e pezzi della maggioranza. Tra tre mesi Genova va alle elezioni ma c’è chi dice che per Doria l’avventura politica sia già terminata con il beneplacito del suo stesso partito, il Pd, che lo sta accompagnando alla porta. Più che uno sgambetto a Iren sembra una resa dei conti politica interna al Pd nei confronti di Doria, invitato a più riprese a Reggio, prima con Delrio poi con il sindaco Vecchi, che ha sempre avuto buoni rapporti con i reggiani ma le cui defezioni preoccupano non poco il blocco amico, che punta ora sull’allargamento verso Parma e il sindaco Federico Pizzarotti.

Iren doveva rilevare (in due fasi) la maggioranza di Amiu e soprattutto rimetterla in sesto viste le attuali e gravi difficoltà finanziarie. Contro la delibera hanno votato 19 consiglieri a fronte dei 14 favorevoli e dei sei astenuti. A nulla sono valsi, dunque, gli appelli lanciati negli ultimi giorni dal sindaco Doria, - evidentemente consapevole delle insidie che nascondeva il passaggio in aula - che aveva definito un disastro il no alla proposta di Iren (che tra i propri soci di riferimento, insieme a Torino e Reggio Emilia, vede proprio Genova).

Adesso sul futuro prossimo di Amiu, che brucia cassa al ritmo di 3 milioni al mese, regna la più profonda incertezza. Il piano di Iren prevedeva una ricapitalizzazione in due fasi con il raggiungimento degli obiettivi europei per la raccolta rifiuti nel 2020 e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Tra i motivi della bocciatura in Consiglio Comunale, oltre alle spaccature che da tempo si trascina l'attuale maggioranza, c'è anche la teoria che così facendo Amiu sarebbe stata «privatizzata», anche se in realtà - come detto - il socio di controllo sarebbe diventato Iren, che è controllata attraverso un patto di sindacato proprio da Genova, da Torino e dai Comuni reggiani.

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