«Si tratta di un crimine su commissione»
Il commento amaro del dottor Bedogni: «Da quello che so, i macchinari finiscono tutti nell’est Europa»
REGGIO EMILIA. Il giorno dopo il grave furto a alla casa di cura Villa Verde i commenti sono amari, soprattutto in chi in quella struttura ci lavora da tempo e deve dare risposte a decine di pazienti preoccupati. Persone con le quali si è creato un rapporto umano oltre che professionale e che ora vogliono sapere se potranno o meno effettuare le loro visite.
«Sono tempestato di telefonate – racconta il dottor Giuliano Bedogni del reparto di endoscopia digestiva, mentre gli squilla il cellulare – perché i miei pazienti vogliono avere una risposta e vogliono sapere quando potranno essere visitati. Hanno rubato tutti i gastroscopi e gli endoscopi in dotazione, più la centralina che aveva il compito di fornire luce agli strumenti una volta introdotti nell’apparato digerente. Si tratta di otto pezzi in totale, nel complesso sarà un danno da oltre duecento mila euro».
Un furto che, però, sembra essere tutt’altro che casuale. «Secondo me si tratta di un crimine compiuto su commissione – prosegue il medico – e non è la prima molta che succede. Era capitato a Guastalla, a Scandiano se non sbaglio e poi a Parma. E il Santa Maria Nuova ha dovuto prestare undici strumenti al reparto di endoscopia per non interrompere il servizio. Non solo, anche alla Spezia, dove un mio allievo è primario, hanno subito un episodio identico».
Un fenomeno, insomma, in crescita in tutta Italia soprattutto perché questi macchinari, all’avanguardia e altamente specializzati, sono molto costosi e richiesti in Paesi meno evoluti del nostro dal punto di vista medico. «Un paio di mesi fa sono stato a Roma a un convegno – continua Bedogni – e parlando con i miei colleghi è emersa questa realtà diffusissima e drammatica soprattutto per i pazienti. Il furto su commissione è un fenomeno purtroppo sempre più comune e tutti questi apparecchi, da quello che ho saputo, poi vanno a finire in strutture di Paesi dell’Est Europa. Da dove sono entrati i ladri? Ancora non lo sappiamo, quando siamo arrivati questa mattina (ieri, ndr) abbiamo trovato la sala di endoscopia totalmente svuotata e abbiamo chiamato i carabinieri. Non c’erano segni di effrazione nelle porte, anche questo è un aspetto che andrà chiarito». (l.g.)
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