«Va posticipata di un mese la scelta sul wifi»
Guastalla: petizione dei cittadini, chiesta la proroga sulle osservazioni. Scaduto ieri il primo termine
GUASTALLA. Non si ferma la protesta dei cittadini guastallesi, che attraverso una petizione hanno chiesto a gran voce di posticipare il termine ultimo per presentare le osservazioni sull’installazione dell’antenna wifi sull’acquedotto nella centralissima piazza 1Maggio. Il primo termine è scaduto ieri. Ora i cittadini chiedono la proroga di almeno un mese: «I sottoscritti cittadini ed associazioni di volontariato sull’ambiente e la salute operanti sul territorio – si legge nella petizione – chiedono la proroga del termine per la presentazione delle osservazioni di almeno di un mese dal primo termine dell’8 febbraio. Questo perché la cittadinanza, oggettivamente, ha saputo tardi di questo primo termine, per poter avere e presentare le controdeduzioni da parte dei propri consulenti tecnico-scientifici, comunque pubblici quali quelli del Cnr specializzati sui campi elettromagnetici. Controdeduzioni anche dei propri consulenti nell’ambito della campagna nazionale su campi elettromagnetici e salute di cui anche le nostre associazioni fanno parte. Su questo tema impellente e dalle conseguenti enormi gravità sui cittadini della cosiddetta “società moderna”, a partire sui bambini fino a tutta la popolazione del territorio, i cittadini chiedono che sia il sindaco di Guastalla il primo responsabile della salute pubblica di Guastalla. Non devono essere le multinazionali dell’ inquinamento a dettare i termini vincolanti e la localizzazione in un contesto di massima residenza abitativa, senza il rispetto di distanze minime di sicurezza. Non devono essere loro a decidere di inquinarci con ulteriori campi elettromagnetici, noncuranti della classificazione dello Iarc-Oms “possibilmente cancerogeni”, incrementando il rischio di leucemia infantile».
La petizione chiede inoltre «che la popolazione sia informata prima di decidere, perché un confronto pubblico con i cittadini solo a cose fatte, come già avvenuto per l’antenna di Baccanello, è stato moralmente scorretto. Per questo motivo la proroga dei termini è moralmente doverosa. Risulta quindi indispensabile realizzare al più presto un confronto pubblico prima di decidere, alla presenza del sindaco e degli amministratori comunali, al quale dovranno essere presenti anche gli enti Arpa e Asl, che sostengono l’installazione dell’antenna e tecnici del Cnr, che denunciano invece la cancerogenicità dell’incrementazione dei campi elettromagnetici. I cittadini devono sapere le conseguenze di quelle scelte che andranno a gravare sul loro futuro».
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