Emil Banca, Alai rinuncia «Dopo 28 anni dico basta»
Riunione nella Bassa sulla fusione: il presidente di Banco Emiliano si sfila «Torno come Cincinnato alle mie attività di imprenditore agricolo e al ciclismo»
REGGIO EMILIA. Giuseppe Alai non sarà il vice presidente di Emil Banca. Non si presenterà nemmeno tra i candidati in lista domenica che dovranno occupare i cinque scranni nella nuova banca post fusione riservati ai reggiani del Banco Emiliano. «Dopo 32 anni da amministratore di cui 28 come presidente direi che è ora di fermarsi ai box e fare la doccia» ha detto Alai ai suoi, mercoledì sera, durante un incontro decisivo con un gruppo di soci del comitato locale della Bassa reggiana, il suo feudo storico. Una candidatura in bilico già dopo il grande freddo registrato durante la presentazione della fusione avvenuta nella sede bolognese di Emil Banca, dove si è definitivamente capito che sarebbero stati i bolognesi a incorporare i reggiani e non certo il contrario. «Torno come Cincinnato alle mie attività di imprenditore agricolo e al ciclismo, non è stato facile questo risanamento post fusione con l’evoluzione normativa in corso» dice Alai, uomo forte di Reggio, definito lo “zar bianco”. «Lascio il posto ad altri».
Per i suoi è un atterraggio duro ma deciso in autonomia, per i detrattori una caduta del capo della cooperazione centrista di Confcooperative e padre di Banca Reggiana prima e Banco Emiliano poi, costretto a cedere la corona alle nuove leve. La domanda, però, è chi sarà il nuovo re. Si fanno i nomi di commercialisti con pedigree finanziario, esperti dei conti già soci del Banco Emiliano che vengono anche da altri territori coperti, come Parma o la montagna. Profili finanziari solidi ma nel segno di una certa continuità, come Andrea Greco, Carlo Malvolti e Paola Pizzetti, già membri del cda uscente al cui vertice c’è Alai, che domenica parlerà all’assemblea dei soci del Banco Emiliano, durante la quale verrà votato il via libera alla fusione e saranno scelti i 5 candidati reggiani del futuro cda (altri 8 sono riservati ai soci di Emil Banca), uno dei quali sarà vice presidente (contro i due di Bologna, che avrà anche la presidenza).
«Ora la banca si propone in sicurezza e con le problematiche del passato tutte risolte e alle spalle in modo definitivo, già vendute e rogitate le sofferenze per 66,5 milioni di euro e già incassati i 30 milioni di ricostituzione del capitale» ha avuto modo di dire Alai, che ha dovuto piegare il capo dopo la fusione tra la sua Banca Reggiana e l’ex banca di Cavola e Sassuolo. Operazione con sorprese nei conti, ora sanate ma a caro prezzo. C’è chi spera in un suo ripescaggio in altro ruolo ma la via è stretta e per i reggiani la polemica è servita. Grazie all’intervento del Fondo salva Bcc, il Banco Emiliano viene consegnato “pulito”, con 1 miliardo di raccolta e quasi 2 miliardi di impieghi ma senza sofferenze. «Bologna non ha speso un euro per noi, gli stiamo regalando la banca» è la frase che ricorre più spesso. La parola, domenica, passerà ai soci.
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