Gazzetta di Reggio

Reggio

«Nessuna accoglienza se manca la sicurezza»

di Ambra P
«Nessuna accoglienza se manca la sicurezza»

Duro atto d’accusa del vescovo Camisasca ieri mattina alla Roncina «Preghiamo, ma non attribuiamo a Dio ciò che è imputabile agli uomini»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Preghiamo per Federica e preghiamo per il georgiano, per i rispettivi cari; non attribuiamo però a Dio ciò che è imputabile agli uomini». Duro atto d'accusa ieri, durante il commovente e partecipassimo funerale di Federica Tavernelli, 46 anni, da parte del vescovo Massimo Camisasca.

Il vescovo si è offerto di presenziare alla cerimonia funebre, concelebrata da tre sacerdoti (don Daniele Casini, don Stefano Tenti e don Ennio Munari, parroco emerito della Roncina) e da tre diaconi. Dopo l'incidente mortale di domenica scorsa a Cittanova, causato da un sorpasso azzardato del 34enne georgiano Besik Jikidze, anch'egli vittima dello schianto frontale, è infuriata una polemica sul presunto lassismo della legge sull'immigrazione. Jikidze infatti, con diversi precedenti per furto con scasso, era residente in città con moglie e figlio nonostante fosse già stato espulso.

Un dibattito nel quale il vescovo si è inserito a gamba tesa, prendendo una posizione netta e inequivocabile: «La nostra società deve essere impostata sul più grande rispetto per la vita. E' decisivo che si coniughi accoglienza e sicurezza: non ci può essere accoglienza laddove manca la sicurezza. Dobbiamo lavorare affinché una società più umana si realizzi nel nostro territorio»: questi i punti salienti di un'omelia - terminata con una carezza ai genitori di Federica - che per il resto ha lasciato spazio alla vicinanza umana.

«Il nostro animo è triste - ha detto monsignor Camisasca - penso al dramma di mamma Rosanna, di papà Felice, di Riccardo e Alessandro e del loro papà Luca: niente si può paragonare allo strazio di due genitori che perdono la loro unica figlia, al dolore di due ragazzi che non vedranno più in casa la loro madre. Rosanna e Felice, d'ora in poi vivrete nell'attesa di rivederla. Supplico il Signore per la guarigione di Alessandro e Riccardo».

«Di fronte ad eventi come questi - ha proseguito il vescovo - che hanno segnato i colleghi di Telereggio e tanti telespettatori, occorre un grande silenzio. La chiave è il sacrificio: ogni lacrima viene raccolta da Dio. Se tutto finisce in questa vita, sarebbe una grande ingiustizia, ma noi crediamo in una vita dopo la morte. Chiedo al Signore di accogliere Federica e di far sì che lei vegli sui suoi cari con affetto decuplicato». «Che la carezza e la consolazione di Dio tocchi persone così provate un raggio di luce arrivi su di noi», ha concluso. Altrettanto commovente l'intervento del 90enne don Ennio, che ha visto Federica crescere e le cui parole sono state incrinate più volte dalle lacrime: «Ho accompagnato Federica nel cammino della sua vita, terminata in modo improvviso e inaspettato. Sono vicino, per motivi anagrafici, al trapasso: cara Federica ti raggiungerò presto».

Roberto Rocchi, comandante della Polstrada di Castelnovo Monti e da sempre impegnato nell'Asaps, non ha voluto commentare l'intervento di Camisasca: «I colleghi modenesi stanno continuando le indagini, potrebbero emergere novità sul georgiano. Questo è il momento del dolore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google