Tante preghiere per Alle e Richi
I figli di Federica sono ancora ricoverati a Baggiovara in gravi condizioni
REGGIO EMILIA. «Preghiamo per Alle, che ce la deve fare, e per Richi». Alessandro, 18 anni, e Riccardo, 16, non hanno partecipato al funerale della mamma perché ancora ricoverati all'ospedale di Baggiovara. Erano con Federica sull'auto, la sera dello schianto fatale: ma, mentre il minore, che si trovava sul sedile anteriore con la cintura, è stato dichiarato fuori pericolo - tecnicamente la prognosi non è stata sciolta, causa grossi traumi ortopedici, ma è vigile e due giorni fa gli è stato comunicato il decesso della mamma, con l'aiuto di uno psicologo - la speranza rimane appesa a un filo per il maggiore. Alessandro era seduto sul sedile posteriore e nell'urto ha riportato un grave trauma cranico che impensierisce i medici: non ha mai ripreso conoscenza ed è tuttora sedato in coma farmacologico.
Era stato proprio Riccardo, subito dopo il terribile schianto, a telefonare a nonno Felice, avvisandolo dell'incidente stradale. Perciò, durante l'estremo addio a Federica, il pensiero dei presenti è volato a più riprese ai figli e soprattutto ad Alessandro. "Speriamo", ha risposto il papà, Gianluca Fontanesi, agli incitamenti dei presenti.
Le amiche di Federica hanno ricordato come, lunedì scorso, nella chiesa di Sant'Agostino, si è riformato il gruppo di catechismo dei due ragazzi, che ha pregato per loro e in particolare per la guarigione di Alessandro.
Alla cerimonia di ieri hanno partecipato tanti coetanei di Alessandro e Riccardo, studenti rispettivamente all'istituto “Motti” e allo “Zanelli”: i compagni di classe dei fratelli hanno partecipato al rito in rappresentanza dei rispettivi istituti, dove in questi giorni si è affrontata la vicenda. Dal pulpito uno studente del Motti ha letto un passo delle sacre scritture: «Con gli occhi pieni di lacrime, ti affidiamo Federica, affinché possa avere giovinezza eterna». Una docente commossa, che accompagnava gli alunni, ha espresso le condoglianze da parte dell'intero “Zanelli”, in apprensione per il giovane: «Alessandro, coraggio: ti aspettiamo in aula». (am.p.)
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