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Acqua, il modello Ast esempio per l’Emilia Ha le tariffe più basse

di Luca Tondelli
Acqua, il modello Ast esempio per l’Emilia Ha le tariffe più basse

Toano, l’azienda comunale indicata come “virtuosa” In tutta la regione, intanto, crescono i costi della rete idrica

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TOANO. Una esperienza storica, mantenuta e difesa anche nei momenti in cui sembrava anacronistico, e che oggi fa scuola. È quella dell’Azienda Servizi Toano, che controlla l’acquedotto locale. Una società interamente di proprietà del Comune, che fa della distribuzione idrica toanese un caso unico in Provincia (tutti gli altri comuni sono affidati alla multi- utility Iren per la gestione del servizio) che è stata indicata come esempio in un ampio servizio sull’edizione regionale della Repubblica, nei giorni scorsi, su quella che è stata definita «la stangata sull’acqua».

Il servizio prende le mosse dal fatto che a Bologna le tariffe dell’acqua nel 2017 sono aumentate dell’8,5%, passando da 2,11 a 2,29 euro al metro cubo, rincari comunicati dall’agenzia regionale Atersir. Aumenti legati a nuovi investimenti da parte dei gestori, soprattutto Hera e Iren, sugli acquedotti. Spiega l’articolo della Repubblica: «Quelli che se la passano peggio lungo la via Emilia, dal punto di vista dei costi, sono i cittadini di Parma (dove a gestire il servizio c’è Iren) e quelli che vivono a Forlì e Cesena (che invece hanno Hera): per loro gli aumenti sono intorno all’8% in più».

Su Reggio Emilia le notizie sono invece in controtendenza: nel 2017 la città, assieme a Modena, vede un calo delle tariffe. Poi il passaggio sull’esperienza toanese: «L’acqua più economica in assoluto – spiega l’articolo di Enrico Miele – è quella che scorre nelle case del piccolo Comune di Toano, nel reggiano: qui la tariffa si ferma a 1,62 euro al metrocubo, quasi la metà rispetto alle grandi città, ma il servizio idrico è gestito dalla locale Ast che ha il municipio di Toano come unico socio e cliente».

Una esperienza pressoché unica in regione quindi quella di Toano, che nel 2015 aveva visto una mobilitazione delle Istituzioni e della popolazione, quando sembrava che il provvedimento governativo “sblocca Italia”, convertito in legge il 24 novembre 2014, mettesse a rischio la sopravvivenza della gestione comunale. Il provvedimento definiva l’affidamento delle gestioni idriche integrate a realtà con dimensioni minime di carattere provinciale, e in questo modo aveva messo di fatto a rischio la conduzione diretta che da oltre 50 anni caratterizzava l’acquedotto toanese. Dopo la mobilitazione però era stato inserito un ulteriore articolo, il 62, nel “collegato ambientale alla legge di stabilità”, poi approvato da Camera e Senato, che aveva salvato la realtà toanese e quelle di altri Comuni italiani “virtuosi”, ossi a con determinati requisiti ambientali e di efficienza.

Inaugurato il 31 marzo 1963, l’acquedotto toanese ha festeggiato nel 2013 i 50 anni di vita. Nel tempo sono stati realizzati importanti investimenti per fornire un servizio migliore, che attualmente riguarda il ciclo integrato dell’acqua, cioè la captazione, l’immissione in rete, la raccolta e la depurazione dei reflui.

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