E a lungo andare diventiamo cattivi
L'editoriale del direttore della Gazzetta sui recenti fatti di cronaca nera, sulla giustizia e sulla certezza della pena
REGGIO EMILIA. Garantisti si nasce e reazionari si diventa? Aveva ragione Jean-Jacques Rousseau. Nell’Età dei Lumi predicava che l’uomo è buono per natura, ma è la civiltà che lo corrompe. Parole sante che, però, ai giorni nostri (che tanti Lumi non hanno) sono da riconvertire più o meno così, alla bruta: l’uomo è buono per natura, ma è la criminalità che lo corrompe. Semplicemente, così immersi nell’insicurezza a lungo andare diventiamo cattivi? Sì.
AL GIORNALE. Chi legge non può immaginare quale dibattito si apra nelle riunioni di un giornale non appena piomba la notizia di un fatto di nera o nerissima, con annessi arresto, processo, sentenza, e semmai non un’ora di carcere, oppure un provvedimento amministrativo che non verrà mai osservato. Sia chiaro: noi giornalisti abbiamo il chiodo fisso della legge che è uguale per tutti, della presunzione d’innocenza e, credetemi, della pietà e del recupero sociale. Ma il giornale, così denso di nera, impone una riflessione: la giustizia a volte è incomprensibile. Isolo quattro fatti raccontati dalla Gazzetta nella settimana che si chiude.
QUELLO CHE PENSIAMO. I funerali di Federica Tavernelli sono stati celebrati dal vescovo, giovedì alla Roncina. La donna è morta domenica scorsa sulla via Emilia, a Cittanova di Modena, nello scontro frontale provocato dal sorpasso Besik Jikidze anche lui deceduto nello schianto frontale.
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Il cittadino georgiano, con diversi precedenti per furto con scasso, era residente a Reggio con moglie e figlio nonostante fosse già stato espulso. Camisasca ha detto due cose. Una teologica: «Non attribuiamo a Dio ciò che è imputabile agli uomini». L'altra terrena: «Non ci può essere accoglienza laddove manca la sicurezza».
Indubbiamente il vescovo è stato severo. Aggiungo inaspettato, almeno per la consuetudine che correla gli uomini di Chiesa al nostro immaginario (disegni imperscrutabili di Dio, pace, perdono, riposino in pace ame...). Il monsignore ha detto quello che tutti pensano.
ALLA FACCIA. Qualche bene informato potrebbe confutare: ma quell’uomo aveva ricevuto un ordine di espulsione oppure era stato accompagnato alla frontiera? Bene, la domanda la dice lunga sull’incertezza-insicurezza-applicazione dei provvedimenti. La prova del nove è rintracciabile nelle statistiche: una moltitudine di espulsi beatamente se ne sta qui. Ancora qui. Nonostante l’attività di chi li ha identificati e di chi ha spiccato il provvedimento. Cioè alla faccia della legge.
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ITALIA, ITALIA. Ecco, le statistiche. Temo che queste siano l’antidoto numerologico all’aumentante inquietudine dei cittadini rispetto ai fatti criminosi piccoli e grandi. Le forze dell'ordine insistono nell’affermare che - eppure - i casi contati in questo periodo corrispondono a quelli registrati nell’epoca precedente.
Si tratta dunque della nostra percezione che s'è fatta più accesa? Allora chi va controllato: il ladro oppure il timore per il ladro? Giro il ragionamento in un altro modo: i cittadini sono preoccupati perché la pressione criminale non cala. Perché le cure (le leggi) non hanno principi attivi adeguati: velocità dei processi, certezza e applicazione delle pene.
Nel luglio dell'anno scorso il componente di una banda di georgiani arrestati (e scarcerati in attesa di processo) all’uscita dal Tribunale di Reggio aveva intonato “Italia, Italia” di Mino Reitano. Uno scherno. La gente è convinta che qui loro stanno bene. Nulla hanno da temere.
BRILLANTE OPERAZIONE. Il rischio è quello di passare per razzista. Allora mi occupo di reggiani, per continuare la valutazione delle cure (le leggi). Sempre in questa settimana sono stati sequestrati dai carabinieri oltre 70 chili tra marijuana e hascisc che il negoziante Daniele Botti teneva in casa e in garage. Quantità d'ingrosso.
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L'uomo è agli arresti domiciliari. Nell'udienza di convalida non ha spiegato il motivo per cui nascondeva quella quantità di droga, da chi l’ha comprata, dove e a chi era destinata. Accolta la valutazione del difensore: perché il commerciante è incensurato, perché il quantitativo sequestrato non è indicativo, ma va commisurato sul principio attivo che verrà identificato con una successiva perizia tossicologica... Esito giudiziario smorzante. Smorzante? Anticamente gli articoli che narravano fatti d’importanza e sostanza iniziavano con “brillante operazione dei carabinieri”.
CHI L'HA VISTO? Ripeto quali sono le urgenze normative e di sistema: velocità dei processi, certezza e applicazione delle pene. Invece siamo nella Repubblica della depenalizzazione. C’è pure la stretta economica la quale, oltre a mettere in difficoltà i Tribunali, riduce o cancella realtà che indagano e operano sul territorio. È imminente la chiusura anche a Reggio della sezione della Polizia Postale, oggi fondamentale per combattere cyberbullismo, sottrazione di dati, truffe online, cioè le nuove frontiere della criminalità.
A livello nazionale il personale deve passare da 920 a 630 unità. Se questa è una risposta... Come quella che è attesa dal Parlamento. Il ministro della Giustizia Orlando il 19 luglio 2016 annunciò sulla Gazzetta e poi al Campovolo di Reggio il disegno di legge di riforma del processo penale, nel quale erano previste pene più aspre per i reati predatori. Chiudo in atmosfera noir: chi l’ha visto?
Stefano Scansani
s.scansani@gazzettadireggio.it
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