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Grandi opere, il Comune mette mano alle azioni Iren

di Luciano Salsi
Grandi opere, il Comune mette mano alle azioni Iren

Nel 2017 previsti investimenti per 43 milioni di euro: 14 dalla vendita di quote Vecchi: «La manovra segna una decisiva inversione di rotta rispetto al passato»

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REGGIO EMILIA. Il sindaco Luca Vecchi e l'assessore al bilancio Daniele Marchi l'hanno presentato ieri con il marchio della sostenibilità. E' il piano straordinario di investimenti per il quale è stanziata la bellezza di 80 milioni previsti per il triennio 2017-2019, di cui 43 concentrati quest'anno. La sua dimensione è la più consistente da quando, otto anni fa, è iniziata la crisi. Tuttavia non rinnoverà i guasti della trascorsa cementificazione, essendosi quasi obbligati a fare di necessità virtù. La sua compatibilità ambientale, infatti, è garantita dalla perdurante fiacchezza dell'iniziativa privata. «Quindici anni fa - spiega Vecchi - era l'edilizia privata che innescava gli investimenti pubblici, che ora, invece, sono predominanti e promuovono uno sviluppo autonomo».

E' un'impostazione di sapore keynesiano. Le opere pubbliche si propongono come volano dell'economia. «Questo piano triennale - insiste Vecchi - è la dimostrazione concreta di una grande scelta a favore del lavoro e dell'innovazione. E' una spinta allo sviluppo sostenibile della città, che inciderà in maniera virtuosa su economia e occupazione, agendo da moltiplicatore degli investimenti. Il Comune torna ai livelli pre-crisi nelle opere pubbliche, divenendo il primo e principale imprenditore a credere nel futuro della città».

Il fulcro di questa strategia è individuato nella centralità che Reggio s'è guadagnata grazie alla stazione dell'alta velocità. La città si pone al centro dell'area mediopadana e individua nell'innovazione l'arma vincente, da usare lungo cinque assi di sviluppo: l'attrattività, il trasferimento di tecnologia, la rigenerazione urbana, l'innovazione socio-culturale.

Il prevalere dell'iniziativa pubblica è dimostrato dalla provenienza dei finanziamenti con cui le opere verranno realizzate, per l'80% entro la fine della consigliatura, secondo le previsioni. «La manovra - sottolinea Vecchi - segna una inversione di rotta. Fra le risorse utilizzabili per gli investimenti del 2017 abbiamo meno di tre milioni ricavabili dagli oneri di urbanizzazione (che i privati devono corrispondere quando costruiscono, ndr). Ce ne sono diciotto che derivano da fondi governativi e quattordici che trarremo dalla vendita di azioni di Iren. Il Comune ne possiede in tutto per 149 milioni, di cui 47 sono fuori dal patto. Sul ricavato quattro milioni serviranno per l'estinzione anticipata di mutui. Continuerà, così, la diminuzione del debito residuo, che ora grava per 435 euro su ciascun cittadino mentre ammontava a 1.150 euro nel 2005». La svolta è segnata anche dalla determinazione con cui si portano a compimento progetti concepiti molto tempo fa: «In questo piano - continua Vecchi - si trovano scelte di portata storica, che aggrediscono problemi di dieci o venti anni or sono, ad esempio la bretella di Rivalta, la tangenziale di Fogliano, la variante del parco Ottavi e la tangenziale Nord. Anche se questa opera (190 milioni di euro) non potrà essere completata entro la fine della consigliatura». È da rimarcare la focalizzazione di diversi interventi nell'ambito culturale. Si interverrà sulla Panizzi. Cinquecentomila euro serviranno per il restauro del palazzo dei Musei, 300mila per la scuola Ca' Bianca, 660mila per la scuola dell'infanzia La Villetta, 910mila per le manutenzioni straordinarie delle scuole, un milione per la loro dotazione di banda larga. Quattro milioni sono destinati alle manutenzioni di strade, edifici e infrastrutture.

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